Mediocre. Così Arpa, ovvero l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente definisce la qualità dell’aria nella provincia di Lecco. Una situazione che putroppo accomuna tutte le aree del Lecchese, dalla Valsassina al Meratese, passando per il Lago e la Valle San Martino. Senza alcuna eccezione.

Qualità dell’aria: cresce la preoccupazione

E non siamo i soli. Mal comune mezzo gaudio? Putroppo no. Anche perchè i nostri confinanti, nel Comasco e nell’Isola bergamasca hanno fatto registrare dati allarmanti in particolare sul fronte dell’ozono . I valori massimi sono stati segnalati nella fascia prealpina a nord di Milano, sottovento alla città. In particolare, il valore massimo ieri è stato registrato nella stazione di Saronno Santuario (in provincia di Varese) con 191 µg/m3; 190  µg/m3 a Cantù, 186  µg/m3 a Meda, 182 191 µg/m3  a Calusco ed a Erba. Per altro la situazione non è destinata a migliorare. Secondo Arpa infatti “Le previsioni meteorologiche dei prossimi giorni fanno inoltre ritenere probabili ulteriori superamenti delle soglie stesse”.

 

Cos’ è l’ozono

L’ozono è un gas naturale che si forma normalmente nella stratosfera, lo strato dell’atmosfera terrestre che si estende dai 10-15 Km fino a 30 Km circa. La sua presenza qui risulta di fondamentale importanza per la vita sulla terra, in quanto fornisce un eccellente schermo in grado di filtrare le radiazioni ultraviolette (UV), potenzialmente cancerogene.
I gas inquinanti prodotti dall’uomo, tra i quali soprattutto il Freon (usato principalmente come propellente per le bombolette spray) e l’ossido di azoto (NO, prodotto dai motori degli aerei) si propagano nella stratosfera e favoriscono la diminuzione dell’ozono, portando ad un assottigliamento dello strato di ozono stratosferico (“buco dell’ozono”).

 

Soglie di informazione a di allarme

Il D. Lgs. 155/2010 prevede per l’ozono una soglia di informazione e una di allarme. La soglia di informazione viene definita come il livello oltre il quale sussiste un rischio per la
salute umana in caso di esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di assicurare informazioni adeguate e tempestive. La soglia di allarme invece rappresenta il livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per la popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di adottare provvedimenti immediati.

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Effetti sulla salute

L’ozono troposferico costituisce una componente importante dello smog fotochimico; essendo un forte ossidante, è in grado di attaccare i tessuti dell’apparato respiratorio anche a basse concentrazioni, provocando irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità polmonare. La maggior parte di questi effetti sono a breve termine e cessano una volta che gli individui non sono più esposti ad elevati livelli di ozono, ma è noto che possano sussistere anche danni derivati da ripetute esposizioni di breve durata, come l’accelerazione del naturale processo di invecchiamento della funzione polmonare.

Le categorie di persone maggiormente sensibili all’ozono

• Bambini: sono il gruppo a più alto rischio per l’esposizione ad ozono, perché essi trascorrono gran parte del periodo estivo all’aperto e sono spesso impegnati in attività
fisiche intense. I bambini hanno anche maggiori probabilità di sviluppare fenomeni asmatici o altre malattie respiratorie.
• Soggetti sani che fanno attività fisica all’aperto: adulti in buona salute che fanno attività fisica all’aperto (sia essa sportiva o lavorativa) diventano un gruppo “sensibile”
perché sono più esposti all’ozono rispetto alla popolazione meno attiva. L’esercizio fisico infatti può aumentare la frequenza respiratoria e quindi l’introduzione di sostanze inquinanti nei polmoni fino a 10 volte rispetto la situazione di riposo.
• Persone con malattie respiratorie (asma, broncopneumopatie croniche): tali malattie rendono i polmoni più vulnerabili agli effetti dell’ozono. Pertanto gli individui che si
trovano in queste condizioni manifestano gli effetti dell’ozono prima e a concentrazioni più basse rispetto agli individui meno sensibili.
• Persone con una particolare suscettibilità all’ozono: la reazione all’ozono è molto diversa da individuo ad individuo, per cui anche soggetti in buona salute possono risultare più suscettibili di altri. Questi individui manifestano infatti danni da ozono in modo più marcato rispetto alla media della popolazione. Vi sono infine alcune evidenze che indicano che gli anziani e/o le persone con malattie cardiache abbiano un’aumentata sensibilità all’ozono.

Ecco quindi la situazione nella nostra Provincia

Ecco i dati di Lecco, Calolzio, Barzio, Colico, Valmadrera, Oggiono, Merate e Casatenovo