La protesta de “La casa delle Sinistre” di Calolziocorte sui soldi restituiti alla Regione

Adesso il Comune dovrà trovare 30mila euro per il parco

Nel settembre 2016 avevano denunciato la restituzione di 40 mila euro alla Regione. Adesso,  “La casa delle sinistre» capitanata da Eleonora Rota, torna all’attacco: “Questi proventi rappresentavano per il Comune una “compensazione ambientale” per la realizzazione del centro commerciale Iperal su un’area verde, compensazione concessa dalla Regione per un determinato tempo (tre anni). L’Amministrazione poteva utilizzare questi soldi per interventi di naturalizzazione dei luoghi (come ad esempio i terreni in prossimità della tangenzialina, oggi aree degradate); per interventi di valorizzazione delle aree verdi (come ad esempio il sito di interesse comunitario in Località Lavello o l’area in prossimità della Cartiera o Via di Vittorio); per interventi di valorizzazione del patrimonio forestale”.

La maggioranza sosteneva che non ci sono aree verdi da valorizzare

“Interrogata l’amministrazione comunale ha avuto il coraggio di dichiarare che nel territorio comunale non vi sarebbero aree verdi da valorizzare. Dopo poco tempo veniamo a conoscenza dell’approvazione, da parte della Giunta, di un progetto di riqualificazione dell’area parco del Lavello con un impegno economico di 110 mila euro di cui 30 mila a carico dell’Amministrazione Comunale”.

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Le accuse de “La casa delle sinistre”

Le accuse: “Sapevamo già che l’Amministrazione aveva mentito ma oggi, a maggior ragione, sappiamo che il Comune poteva utilizzare quei 40 mila euro ma, per incapacità, li ha restituiti. Un vero è proprio danno a discapito di tutti i cittadini calolziesi! L’Amministrazione dovrebbe chiedere scusa alla città per aver arrecato un danno economico perdendo questo contributo sottraendone altrettante risorse dai bisogni dei cittadini. Di certo d’ora innanzi non accetteremo più lamentele sulla mancanza di risorse, perché quasi 40 mila euro, dei cittadini di Calolzio, sono stati buttati e non ci sono scuse che tengano”.