Un intenso dialogo tra arte contemporanea e fede si concretizzerà domenica 31 maggio 2026 alla Basilica di San Nicolò di Lecco. La giornata inizierà con la Santa Messa alle 10, seguita dall’inaugurazione della nuova installazione dell’artista Nicola Villa nella Cappella di San Carlo. Questa opera fa parte della grande mostra diffusa celebrativa per il 30° anniversario di ACMT ODV (Associazione per la Cura dei Malati in Trattamento Palliativo).
Un progetto aperto alla comunità
L’iniziativa, accessibile a tutti i cittadini e ai membri della stampa, è frutto della collaborazione con la Comunità Pastorale di Lecco Centro e il prevosto Mons. Bortolo Uberti. L’installazione rappresenta il secondo intervento artistico di Villa per questo progetto, dopo la precedente opera all’Hospice Resegone. La mostra, intitolata Nicola Villa – Traiettorie di Attimi – 30 anni di ACMT ODV, è organizzata in collaborazione con il Comune di Lecco e SIMUL, coinvolgendo diversi luoghi simbolici della città, tra cui Palazzo delle Paure, l’Hospice dell’Ospedale Manzoni, i Musei di Palazzo Belgiojoso e la Torre Viscontea, fino a piazza XX Settembre. L’inaugurazione ufficiale della mostra è prevista per venerdì 26 giugno 2026 alle 18 nella sala conferenze di Palazzo delle Paure.
Il tema del sacro nell’arte contemporanea
Da oltre vent’anni, Nicola Villa esplora il tema del sacro attraverso linguaggi artistici contemporanei, cercando di tradurre spiritualità e trascendenza in esperienze visive cariche di emozione.
Per la Cappella di San Carlo, l’artista ha realizzato un’installazione site-specific che interagisce in modo profondo con l’architettura e il significato religioso dello spazio. Frammenti di crocifissi sofferenti e teste di San Giovanni Battista decollato, creati con materiali e tecniche diverse, si diffondono all’interno della cappella, reinterpretando modelli scultorei antichi in una chiave contemporanea. La luce, elemento centrale dell’opera, avvolge e trasfigura le forme, creando una dimensione sospesa e contemplativa. I corpi martoriati del Cristo e del Battista richiamano, senza cadere in rappresentazioni didascaliche, alcuni dei momenti più drammatici dei Vangeli.
La sofferenza rappresentata da Villa diventa simbolo del mistero più profondo della fede cristiana: passione e morte, ma anche rinascita. Tra le membra ferite emerge una pianta, un segno discreto ma potente di vita nuova, simbolo di resurrezione e speranza che attraversa l’intera installazione e ne costituisce il messaggio più autentico.