Calo demografico in corso

Inverno demografico in provincia di Lecco: l’invecchiamento della popolazione

I dati Istat evidenziano un progressivo invecchiamento, con un forte impatto nei Comuni periferici e montani.

Inverno demografico in provincia di Lecco: l’invecchiamento della popolazione

La provincia di Lecco continua a registrare un significativo invecchiamento della sua popolazione. I dati dell’ultimo censimento, pubblicati dall’Istat e relativi al 2024, rivelano un aumento costante dell’età media e una crescente incidenza degli over 65 in gran parte dei Comuni, in particolare nelle aree montane e nei piccoli paesi affacciati sul lago.

Struttura demografica in evoluzione

In molti centri della provincia, il numero degli anziani supera un terzo dei residenti. Il dato più elevato si riscontra a Pagnona, dove gli over 65 raggiungono il 37,74% della popolazione. Seguono Sueglio con il 36,54%, Varenna al 35,44%, Morterone con il 34,38%, Parlasco al 33,58%, Perledo al 33,06% e Valvarrone al 32,81%. Questi numeri raccontano una profonda trasformazione del territorio, soprattutto nei Comuni montani e più periferici, dove il calo delle nascite e la diminuzione della popolazione giovane modificano gli equilibri demografici.

Un dato particolarmente significativo è l’indice di vecchiaia, che rapporta il numero degli anziani a quello dei giovani sotto i 14 anni. A Pagnona, questo valore è di 975: ciò significa che per ogni cento ragazzi ci sono quasi mille anziani. Anche Parlasco, con un indice di 575, e Valvarrone, che supera quota 409, evidenziano un rischio di squilibrio generazionale. A Oliveto Lario si registra un indice di 396, mentre Perledo si attesta a 390, confermando una netta prevalenza degli anziani rispetto alle nuove generazioni.

Nei centri più grandi, il fenomeno è altrettanto evidente. Lecco conta oltre 12.700 residenti con più di 65 anni, pari al 27,06% della popolazione totale. L’età media del capoluogo è di 47,9 anni e continua a crescere, seppur lentamente, rispetto al 2023. Situazione simile si osserva a Calolziocorte, dove gli over 65 sono il 27,4%, e a Galbiate, che supera il 27,6%. Tra i Comuni più popolosi, Mandello del Lario e Merate spiccano: a Mandello, il 30,64% dei residenti ha più di 65 anni, con un’età media superiore ai 50 anni; a Merate, gli over 65 sono quasi 4.300, pari al 28,84% della popolazione. Anche lungo il lago si registrano tassi elevati di invecchiamento: Bellano supera il 30,9%, Dervio il 31% e Vercurago arriva al 31,26%. Varenna, con un’età media di 53,7 anni, conferma una delle strutture demografiche più anziane della provincia.

Le differenze territoriali

In contrasto, l’area brianzola e parte del Meratese presentano percentuali più contenute di anziani. Ballabio, ad esempio, ha solo il 20% di over 65 e un’età media di 44,9 anni. Percentuali simili si riscontrano a Calco, Molteno, Castello di Brianza e Verderio, attorno al 21-22%. Tuttavia, anche nei Comuni più dinamici, gli indicatori mostrano un aumento dell’età media e degli indici di dipendenza. L’indice di dipendenza strutturale, che misura il peso di anziani e giovani sulla popolazione in età lavorativa, cresce in gran parte del territorio. I valori più critici si riscontrano nei piccoli paesi montani, con Sueglio a quota 100, Varenna a 80 e Morterone oltre 88. In queste aree, il numero di persone non attive si avvicina o supera quello della popolazione attiva.

Il confronto con il 2023 evidenzia un ulteriore invecchiamento. A Lecco, l’indice di vecchiaia passa da 236,6 a 242,2; a Mandello da 302 a 314,3, e Dervio da 286,8 a 313,9. Crescono anche i valori di Vercurago, Introbio e Civate. Sebbene in alcuni piccoli Comuni si osservino leggere diminuzioni, spesso queste oscillazioni sono dovute alla ridotta dimensione della popolazione residente, dove pochi movimenti anagrafici possono influenzare le statistiche. In generale, si conferma una tendenza strutturale che coinvolge l’intera provincia di Lecco. L’aumento dell’aspettativa di vita, il calo delle nascite e la difficoltà di trattenere giovani famiglie in alcune aree montane stanno cambiando progressivamente il volto del territorio.

Accanto alle criticità, emergono differenze territoriali significative. Le aree economicamente più dinamiche e meglio collegate, in particolare nella Brianza lecchese, continuano a mantenere indicatori più equilibrati e una maggiore presenza di popolazione giovane. La sfida per il futuro sarà garantire servizi adeguati a una popolazione sempre più anziana, mantenendo al contempo la capacità di attrarre famiglie e nuove generazioni, soprattutto nei territori montani che mostrano i segni più evidenti di fragilità.