Cristiano tra i cristiani, il prevosto di Lecco don Davide Milani traccia la linea del suo magistero in una prospettiva aperta. “Il tema delle strutture è centrale ma va sviluppato nella comunità”.

Intervista con il Giornale di Lecco

Don Davide, classe 1968, dallo scorso settembre prevosto di Lecco, è alla guida della Comunità pastorale Madonna del Rosario che riunisce tre parrocchie, la millenaria San Nicolò, la plurisecolare San Materna a Pescarenico e, sull’altra sponda del lago, l’altrettanto antica San Carlo al Porto. Il prevosto si è aperto con il Giornale di Lecco su questa prima sua parte dell’esperienza lecchese e sulle prospettive per il futuro.

Lecco ha una tradizione di fede molto forte…

“Che non è da ascrivere ai prevosti, all’attuale e quelli che lo hanno preceduto, ma ad un popolo, i lecchesi. La forza di questa città sono i suoi abitanti. E da lì bisogna partire. Vale per la Chiesa, ma anche per tutte le realtà, la pubblica amministrazione, la politica, l’impresa. Le piccole intuizioni e le realizzazioni di questo anno, quelle migliori, sono nate ascoltando i bisogni più veri della gente. Non sono venuto qui con un progetto. Nella mia vita ho scoperto che a fare il cristiano da solo non ce la faccio. Invece essere cristiano tra cristiani, come fa un prete, mi aiuta. Sono venuto in questa città desideroso di camminare insieme, ciascuno con il suo ruolo”.

Nuovo oratorio: la situazione economica della parrocchia è preoccupante, dal consolidato 2018 delle attività che fanno capo alla sola San Nicolò, risulta un rosso di 150mila euro.

“Sono stato inviato con due consegne e un “mandato zero”, quello dell’annuncio del Vangelo. Esplicitamente mi sono stati citati dall’Arcivescovo Delpini due temi: quello dell’oratorio, delle strutture e di ciò che serve per continuare questa tradizione educativa; e quello della cultura, come strumento per incontrare e presentare la proposta cristiana a tutti. C’è poco da costruire però, quando non riesci a mantenerti. La sostenibilità economica di quel progetto purtroppo oggi non c’è. Questo non vuol dire che non si realizzerà, ma che serve un modo diverso di concepire quest’opera. Non si tratta di risparmiare. E’ che non possiamo limitarci a costruire una funzione per i bambini e i giovani. Bisogna pensare a tutto il modo con cui la parrocchia San Nicolò abita ed ha strutture nel centro della città, guardando non semplicemente all’esigenza attuale dell’oratorio, ma a quella che sarà la Chiesa a Lecco e dintorni da qui a cinquant’anni”.

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E dunque?

“L’area in questione è quella dell’ex Faini, compresa tra il sagrato della chiesa, via Parini, via Ongania e via San Nicolò. E’ il centro geometrico di Lecco ma attualmente è un cratere. Occorre pensare a come far diventare funzionale la chiesa in questo comparto. C’è un cimitero, ma anche la Casa della Carità che sta nascendo, un liceo, una clinica, una casa di riposo, una scuola materna, un oratorio, c’è la basilica in cui tutte le sante domeniche entrano, solo per il culto, circa quattromila persone. E sotto c’è questo “chilometro rosso” dove i turisti vengono e fanno su e giù. Quindi noi dobbiamo pensare quest’area intercettando tutti questi flussi. Ma a partire dalla nostra missione, che è quella di fare incontrare Cristo con l’uomo”.

Sta dicendo che siete pronti a posizionare una prima pietra?

“L’idea è quella di iniziare a realizzare l’oratorio, funzione per funzione. Le analisi delle leggi, dei bandi, delle fonti di finanziamento disponibili ha fatto emergere che il tema della riapertura delle sale cinematografiche è abbastanza finanziato. Conoscendo un po’ il settore per il lavoro che svolgo per la Chiesa Italiana, sapendo che a Lecco mancano le sale cinematografica e che lì c’è una sala chiusa, abbiamo candidato ovunque fosse possibile il progetto di riaprirla e già abbiamo un risultato. Abbiamo vinto un bando regionale di 200mila euro a fondo perduto. Un terzo dell’intervento è finanziato, per il resto contiamo su altri bandi e altre leggi. Tutto questo senza sviare un euro dal progetto originario dell’oratorio, che peraltro non prevedeva un cinema”.

La sala già esiste, ma è dismessa.

“Era il vecchio teatro dell’oratorio, dismesso 35 anni fa, prima che chiudesse anche il cinema Europa. Una sala che potrebbe tenere 140 posti. Entro la fine del nuovo anno pastorale contiamo di iniziare i lavori. Entro lo stesso anno ci sarà però anche la presentazione del nuovo progetto complessivo sull’area”.

L’intervista completa in edicola da lunedì 5 agosto sul Giornale di Lecco (Da pc clicca qui per la versione sfogliabile, mentre sul tuo cellulare cerca e scarica la app “Giornale di Lecco” dallo store)