Uno, due, tre… e ad ogni passo un clic che ci regala una foto di plastica . Stiamo camminando lungo le rive dell’Adda, altezza Olginate. Sarà anche per merito (o per “colpa”) di Greta (Thunberg), ma l’occhio non riesce più a farsi i fatti suoi. Si ferma su ogni pezzo di plastica spiaggiato sulla battigia o incagliato tra i sassi. E, accidenti, c’è davvero tanta, anzi troppa plastica sparsa tra acqua e terra.

Foto di plastica sull’Adda

Bottiglie, bottigliette, flaconi, taniche. Ma a ben guardare anche un sacco delle famigerate microplastiche, quelle che sono il risultato dello spezzettamento infinito (ma che mai  dissolve veramente) di contenitori  fabbricati con materiali polimerici  e poi abbandonati e dispersi nell’ambiente. Microplastiche che vengono ingurgitate dalla fauna ittica e poi, risalendo la catena alimentare, tornano in pancia all’uomo.

La denuncia di Legambiente

Legambiente che, attraverso  periodiche campagne di pulizia affidate ai volontari,  raccoglie ogni volta saccate di plastica abbandonata, ha più volte denunciato il problema che deturpa il lungolago lariano e  il lungo Adda. Un problema che si riscontra anche sui cosiddetti laghi minori  e tutto il reticolo di fossi, ruscelletti e torrenti del Lecchese.

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Un problema che sta al comportamento dei singoli cittadini risolvere a monte, o almeno cercare di arginare.