Il rione Calolziese del Pascolo ha celebrato oggi, venerdì 7 dicembre 2018, la solennità dell’ordinazione episcopale di Sant’Ambrogio inseme al vescovo di Bergamo Monsignor Francesco Beschi.

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Il Vescovo Beschi al Pascolo per Sant’Ambrogio

È ormai consuetudine da alcuni anni che il “Vescovo Francesco”, come lo chiamano amorevolmente i calolziesi celebri la celebrazione messa  in questo giorno in una parrocchia di Rito Ambrosiano della diocesi di Bergamo. E quest’anno è stata scelta la parrocchia del Pascolo. L’alto prelato è stato accolto  sul sagrato della chiesa dai bambini delle scuole materne di Vercurago e Pascolo con un canto natalizio.  La celebrazione è stata presieduta dal Vescovo con il vicario, il  parroco di Carenno Monsignor Angelo Riva, il parroco don Andrea Pirletti e i Sacerdoti del vicariato. Non solo ma c’erano anche padre Livio Valenti,  superiore dei padri di Somasca, e  Padre Fausto. Ad animare con i canti la funzione è stata  la corale locale diretta dal maestro  Damiano Bonanomi. Presente anche il primo cittadino di Vercurago Carlo Greppi. “Grazie per essere qui con noi – ha esordito don Andrea – le chiedo di pregare, in questo periodo di attesa pre natalizio per le persone che non hanno più la capacità, la facoltà e la  speranza di attendere. Sto parlando degli ammalati, dei poveri,degli anziani, delle persone sole”.

L’omelia del Vescovo

E’ una gioia per me essere con voi oggi a celebrare questa festa – ha detto dal pulpito il vescovo Berschi  – Cosa ci insegna a noi Cristiani, questo Santo? Dobbiamo fare della nostra vita un dono proprio come fece lui.  In questo periodo pre natalizio, parliamo spesso di doni. Molte volte pensiamo che quello più gradito sia quello più voluminoso, più grande, ma, può essere anche il più piccolo, quello più gradito, perché donato con il cuore e con amore. Purtroppo, in questi tempi stiamo sperimentando nella società,il contrario del Dono, cioè l’abbandono.Siamo diffidenti, tendiamo a stare soli e a isolarci. Ambrogio, era l’uomo del Dono e non abbandonava il popolo a lui affidato, ma si faceva, dono per loro. Oggi viene chiesto a noi tutti di rigenerare le nostre energie fisiche e spirituali. Perciò interroghiamoci su come nutrire il nostro Spirito, perché stiamo vivendo una depressione Spirituale. La nostra bocca deve tornare a mangiare il pane di Dio che è la sua parola che nutre il nostro spirito. Ambrogio faceva questo con la sua comunità, e noi, dopo tanti secoli, stiamo rinnovando questa sua testimonianza. Diamo quindi tutti lode a Sant’Ambrogio”.

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Mario Stojanovic