Acquisizione rifugio

Il Rifugio Bogani in Grigna è in vendita

Il CAI di Monza cerca manifestazioni di interesse per la storica struttura, unendo patrimonio alpinistico e nuove opportunità di gestione.

Il Rifugio Bogani in Grigna è in vendita

Il Club Alpino Italiano – Sezione di Monza ha avviato una procedura per raccogliere manifestazioni di interesse per la possibile acquisizione del Rifugio Bogani, situato a 1.816 metri di altitudine nei pressi dell’Alpe di Moncodeno, nel territorio di Esino Lario.

Dettagli sul Rifugio Bogani

Il rifugio offre circa 40 posti letto ed è raggiungibile dal parcheggio del Vò di Moncodeno con un percorso a piedi di circa un’ora e trenta minuti. L’iniziativa del CAI Monza mira a creare un elenco di soggetti interessati all’eventuale acquisto della struttura.

Le manifestazioni d’interesse devono essere inviate tramite posta elettronica certificata all’indirizzo monza@pec.cai.it entro il 30 maggio 2026, utilizzando l’apposito modulo (http://www.caimonza.it/index.php/bogani_acquisto/) e allegando la documentazione richiesta. Per eventuali chiarimenti, è possibile contattare lo stesso indirizzo PEC.

Il Rifugio Bogani si trova in una splendida cornice naturale, immerso in un bosco di larici sul versante nord della Grigna Settentrionale. La sua storia inizia nei primi anni del Novecento, quando fu costruito tra il 1905 e il 1906 dalla Sezione di Monza del Club Alpino Italiano, inizialmente chiamato “Capanna Monza”, nei pressi della Capanna di Moncodeno.

La Capanna di Moncodeno, appartenente alla sezione milanese del CAI, è considerata il primo rifugio delle Grigne; realizzata nel 1881, fu distrutta da una valanga nel 1897. Anche la Capanna Monza subì una sorte simile, venendo distrutta durante la Seconda guerra mondiale nel 1944.

Ricostruito tra il 1948 e il 1952, il rifugio assunse l’attuale nome di Rifugio Bogani. Negli ultimi anni ha subito lavori di ristrutturazione, rendendolo una delle strutture più accoglienti dell’area delle Grigne e un punto di riferimento per escursionisti e alpinisti.

La possibile apertura a nuovi soggetti rappresenta una fase delicata per il futuro della struttura, che unisce un notevole valore storico, alpinistico e paesaggistico.