Il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli oggi, venerdì 1 marzo 2019  ha visitato il cantiere del Ponte di Annone insieme ai sindaci e ai responsabili di Anas. Un ritorno nel Lecchese quello dell’esponente di spicco del Movimento 5 Stelle, dopo la visita al cantiere del Ponte di Paderno (ricordiamo che proprio ieri è stata ufficializzata la riapertura del San Michele, per pedoni e bici, per il prossimo 29 marzo)

Il Ministro Toninelli al ponte di Annone

Al Ministro è stato spiegato il progetto ed è stato sottolineato che i lavori finiranno entro il 30 aprile. Toninelli ha poi fatto visita  all’area dove verranno posate le travi portanti del ponte.  Come ha assicurato l’ingegnere che sta coordinando i lavori, la chiusura massima del tratto della Statale 36 per la posa del nuovo ponte sarà “di massimo due giorni e due notti”. Al momento però le date di stop alle auto non sono ancora state ufficializzate. Il ministro Toninelli, verificato lo stato di avanzamento dei lavori  si è dichiarato contento di come sta procedendo il cantiere di Annone. Durante la visita si è parlato anche del ponte di Civate i cui lavori sono stati ufficialmente consegnati nelle scorse settimane.

“Oggi è un giorno importante perché tra pochi mesi ci sarà un lavoro finito e si potrà finalmente tornare a circolare su quel cavalcavia che è crollato. Ricordiamolo, il 26 ottobre del 2016, è morta anche una persona. Una tragedia. – ha detto il Ministro – Alle tragedie bisogna rispondere nel modo migliore e attraverso Anas, che è un braccio operativo dello Stato, lo stiamo facendo”.

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Il Ministro Toninelli ha posto l’accento sull’attività di prevenzione del  Governo

“Il mio obiettivo è evitare che capitino altre tragedie – ha aggiunto – Il primo fronte su cui agire è il trasporto eccezionale: oggi si arriva fino a 108 tonnellate. Il mezzo che è passato su questo ponte portandone al crollo ne trasportava 107,6 con pezzi divisibili. Un po’ tantino. Stiamo inserendo nella Legge Delega sul Codice della Strada una riforma che dice che i pezzi indivisibili sono gli unici che si possono trasportare, con un massimo di 86 tonnellate e non più di 108 tonnellate. Quasi tutte le nostre infrastrutture sono state costruite negli Anni Sessanta quando non si prevedevano delle masse e dei tonnellaggi così enormi. Il secondo fronte su cui stiamo lavorando dal punto di vista normativa: i ponti di nessuno sono inaccettabili, viadotti e cavalcavia non sono di nessuno. Se aspettiamo che tutti gli enti preposti rispondano il tempo di attesa diventa infinito. I ponti diventeranno di proprietà e questo significa anche responsabilità”.

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“Tav? No grazie”

Chiamato in causa sulla questione Tav, ha poi spiegato: “Preferisco che le risorse dello Stato vengano investite per evitare tragedie simili a questa. Bisogna gestire le risorse per fare manutenzione. Sono assolutamente contro la Tav”.

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Giovanni Currò

“In questa visita abbiamo avuto rassicurazioni circa l’apertura entro il 30 aprile” ha commentato in rete il deputato 5 Stelle Giovanni Currò. “Devo però evidenziare il mio sgomento circa le continue domande sul TAV da parte della stampa. Nemmeno davanti all’evidenza di quando sia necessario stanziare fondi per la manutenzione delle nostre infrastrutture si riesce ad avere un’attenzione differente, che poi avvenga anche in un territorio per nulla interessato dal TAV questo la dice ancora più lunga. Andiamo avanti così, ai cittadini interessa usufruire di infrastrutture funzionali e non rischiare la propria vita ogni giorno”.

Raffaele Erba

Ad accompagnare il Ministro Danilo Toninelli, questa mattina ad Annone, c’era il portavoce regionale del Movimento 5 Stelle Raffaele Erba. “Oggi ad Annone è stata importante la presenza del Ministro Danilo Toninelli per un sopralluogo sull’avanzamento dei lavori di ricostruzione del ponte crollato – sostiene il consigliere regionale – La messa sicurezza delle infrastrutture è una priorità del Governo del cambiamento. Il territorio del Lecchese ha già pagato un caro prezzo per la mancata manutenzione delle infrastrutture esistenti. Oggi dobbiamo focalizzare le risorse sulle infrastrutture esistenti e sul loro mantenimento in efficienza”.