Lecco

Il dolore di Simoncelli e Galbiati diventa un dono per gli altri

Una serata di testimonianze a Lecco: come la perdita si trasforma in impegno sociale

Il dolore di Simoncelli e Galbiati diventa un dono per gli altri

Le storie più difficili possono trasformarsi in testimonianze di speranza e solidarietà. Questo è il messaggio centrale della serata organizzata giovedì 16 aprile 2026 da Libertà Protagonista e dal Porticciolo, che ha riunito la comunità presso l’Auditorium della Camera di Commercio di Lecco. L’evento ha rappresentato non solo un momento di ascolto, ma un atto collettivo di coraggio e rinascita.

Paolo Simoncelli

Il messaggio di Simoncelli e Galbiati

Due padri, Paolo Simoncelli e Marco Galbiati, hanno condiviso le loro esperienze di perdita, quella di un figlio, trasformando il loro dolore in percorsi di solidarietà e responsabilità. Le loro famiglie, invece di spezzarsi, hanno scelto di unirsi e di impegnarsi per il bene degli altri, in particolare per i più giovani.

Il pubblico, tra cui figure istituzionali come Marco Tarabini, protettore del Politecnico di Milano, sede di Lecco, Lorenzo Riva, past president di Confindustria Lecco e Sondrio, e il Sottosegretario di Regione Lombardia Mauro Piazza, ha seguito con attenzione ogni parola, ogni pausa e ogni emozione espressa durante la serata.

Marco Galbiati

Paolo Simoncelli ha condiviso il ricordo di Marco, il pilota MotoGP scomparso nel 2011. Le immagini proiettate hanno evocato una presenza tangibile. «Il dolore non passa, solo il tempo passa», ha affermato con sincerità. Ha raccontato della Fondazione a lui dedicata, che offre sostegno concreto a chi è in difficoltà: un centro per ragazzi disabili a Coriano, attrezzature donate agli ospedali, e un ospedale costruito ad Haiti. Grazie alla generosità di chi crede nel sorriso di Marco, sono stati raccolti oltre tre milioni di euro. «Quando si parla di lui, la gente c’è», ha osservato. «Forse perché da quel buio è nato qualcosa di universale».

Successivamente ha preso la parola Marco Galbiati, imprenditore lecchese che nel 2017 ha perso il figlio Riccardo. La sua testimonianza ha rivelato un amore che continua a vivere. «Dialogo con il mio Ricky ogni giorno. Lui mi sostiene», ha raccontato. Ha descritto il ritorno sul luogo dell’incidente, il dolore e il supporto della sua famiglia: “Papà, Riccardo non ti voleva così”. Da questa forza è nata l’associazione Il tuo cuore, la mia stella, che lavora per la cardiochirurgia pediatrica e promuove la donazione degli organi.

Il tema del dono ha risuonato profondamente. Donare non è un atto eroico, ma un modo per mantenere viva la memoria. È una risposta a un dolore che altrimenti rimarrebbe silenzioso. Marco Galbiati ha ricordato i bambini salvati grazie ai progetti sostenuti con la Fondazione Mission Bambini ETS: «Lo scorso anno 90 bimbi, quest’anno 70. Vedere il sorriso dei genitori che hai aiutato è un valore incredibile». Le sue parole hanno messo in luce la donazione degli organi e il supporto alla cardiochirurgia pediatrica come un ponte tra ciò che non esiste più e ciò che può ancora nascere.

La serata si è conclusa con un lungo e intenso applauso, un gesto collettivo di gratitudine verso due uomini e le loro famiglie che hanno avuto il coraggio di mostrare la loro vulnerabilità e forza. Un applauso che ha unito tutti nella consapevolezza che, anche di fronte al dolore, è possibile scegliere di trasformarlo in un dono che continua a generare vita.