progetto interreg mitica

Il design sostenibile al centro del 3° Laboratorio PoliSTEM

Cinquantacinque studenti della scuola secondaria di I grado “A. Volta” di Robbiate coinvolti in un percorso creativo per coniugare estetica e rispetto ambientale.

Il design sostenibile al centro del 3° Laboratorio PoliSTEM
Aggiungi Giornale di Lecco alle tue fonti preferite

Il design sostenibile ha rappresentato il fulcro del terzo Laboratorio PoliSTEM, tenutosi presso il Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, nell’ambito del progetto Interreg Italia-Svizzera MITICA – Modelli Innovativi di Trasferimento alle Imprese di Competenze Avanzate.

Il Laboratorio PoliSTEM: Innovazione e Creatività

L’iniziativa, coordinata dal Politecnico di Milano in collaborazione con Confartigianato Imprese Lecco e il suo Gruppo Scuola, si propone di avvicinare le giovani generazioni alle discipline STEM e alle eccellenze del sistema produttivo locale.

Hanno partecipato 50 studenti delle classi seconde e terze della scuola secondaria di I grado “A. Volta” – IC di Robbiate, impegnati in un percorso creativo che dimostra come un’idea possa trasformarsi in un oggetto funzionale, esteticamente gradevole e rispettoso dell’ambiente.

Walter Cortiana, coordinatore del Gruppo Scuola di Confartigianato Imprese Lecco, ha aperto l’attività sottolineando l’importanza delle iniziative di orientamento come “Aziende Aperte”, fondamentali per far conoscere ai giovani e alle loro famiglie il valore dell’economia locale, con particolare attenzione al settore artigiano e alle micro e piccole imprese.

Il laboratorio è stato guidato da Pierpaolo Ruttico, del Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano e Responsabile di INDEXLAB – Creativity and Technology, insieme a Davide Riva, titolare dello Scatolificio Lariano s.r.l. di Valmadrera, partner industriale dell’iniziativa.

Questa sinergia tra mondo accademico e imprenditoriale ha permesso agli studenti di esplorare le applicazioni pratiche del design sostenibile, articolando il percorso in due fasi: una lezione frontale interattiva e un’attività pratica di assemblaggio.

Nella prima fase, gli studenti hanno scoperto un nuovo approccio alla progettazione, caratterizzato dal dialogo tra uomo e macchina, dove il calcolo computazionale e la fabbricazione a controllo numerico supportano la creatività umana nello sviluppo di sistemi costruttivi innovativi.

Durante la fase operativa, i partecipanti hanno assemblato componenti realizzati con tecnologie a controllo numerico e macchinari guidati da computer, sperimentando l’integrazione tra intelligenza umana e fabbricazione digitale.

Il Politecnico ha commentato:

L’esperienza ha stimolato il lavoro di squadra e la consapevolezza ecologica, introducendo competenze cruciali per le sfide produttive future e dimostrando l’efficacia del progetto nel trasformare il pensiero progettuale in soluzioni concrete. L’iniziativa, che prende avvio da una forma primordiale e universale – l’esagono – culmina in un’opera collettiva che intreccia natura, matematica, tecnologia e sostenibilità.

Dalla natura al codice della forma: gli studenti osservano come le forme non siano casuali, ma derivino da equilibri energetici. L’esagono, esempio di efficienza, distribuisce gli sforzi e ottimizza l’uso dei materiali e dell’energia, come si osserva in alveari e formazioni vulcaniche. Le geometrie naturali, emerse dalle leggi fisiche, rappresentano un “codice della forma” che unisce materia, energia e struttura.

L’essere umano, che combina intelletto, manualità e tecnologia, ha la capacità di comprendere i codici matematici e trasformarli in oggetti. Oggi, la tecnologia amplifica questa abilità: algoritmi e macchine a controllo numerico traducono il codice in materia. Le macchine eseguono, ma è la conoscenza umana, specialmente nelle STEM, a guidare il processo.

Dal concetto al progetto parametrico: il progetto è nato dalla progettazione parametrica, dove la forma non è fissa, ma generata da regole matematiche. L’opera comprende 219 esagoni unici, definiti da un codice che stabilisce posizione e inclinazione. Gli studenti hanno appreso a progettare sistemi e relazioni, non solo singole forme.

Fabbricazione digitale e logica costruttiva: gli esagoni in cartone sono montati su una struttura “waffle” e uniti da connettori stampati in 3D, ciascuno codificato. Il progetto funziona come un organismo: elementi distinti ma coerenti. La fabbricazione digitale integra progettazione, produzione e assemblaggio in un flusso continuo.

Materia povera, valore alto: cartone e tessuti di scarto diventano risorsa. Il materiale semplice è nobilitato dal rivestimento, mentre il tessuto trova nuova vita. Gli elementi sono smontabili e riutilizzabili: l’opera incarna un design sostenibile, concepito per evolvere nel tempo e ridurre gli sprechi.

Un’opera collettiva, un paradigma culturale: l’installazione unisce natura, matematica, tecnologia e sostenibilità. I 219 elementi, semplici singolarmente, generano complessità attraverso le relazioni. Il progetto dimostra che il valore emerge dal sistema e dalla collaborazione: un percorso che va dall’osservazione alla fabbricazione, dall’individuo al collettivo.

Il successo dell’iniziativa è il risultato di un partenariato transfrontaliero d’eccellenza composto da Polo territoriale di Lecco – Politecnico di Milano (Capofila Italia), Fondazione Agire (Capofila Svizzera), Confartigianato Imprese Lecco, Confartigianato Lombardia, Fondazione Politecnico di Milano, AITI – Associazione industrie ticinesi, ATED – Associazione Ticinese Evoluzione Digitale.