Che quello dei vaccini sia il tema del momento è fuor di dubbio. La  messa in discussione del decreto Lorenzin  (la prima proposta di legge contro la obbligatorietà  è partita dal Lecchese) sta tenendo banco a suon di emendamenti e controemendamenti inseriti nel decreto Milleproroghe in discusssone alla Camera (82 quelli presentati dal solo Partito Democratico). Anche nel lecchese i dubbi sono molti e da una parte scende in campo l’Ats con un decalogo e dall’altra il l dottor Paolo Gulisano, dirigente medico del servizio vaccinazioni Asst Lecco.

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Vaccini, serata a Erve

Venerdì 21 settembre alle ore 21, nella sala consiliare del Comune, è in programma una serata sulla salute dal titolo «Vaccinazioni: uno strumento di prevenzione». La serata è organizzata dall’Avis di Calolziocorte, in collaborazione con il Comune di Erve e la partecipazione dei Volontari del soccorso di Calolzio. Relatore , come detto sarà il dottor Paolo Gulisano.

Il decalogo dell’Ats

Dubbi, paure, false credenze: l’Ats Monza Brianza Lecco cerca di sfatarli con un apposito decalogo che riportiamo integralmente.

 

Cosa sono i vaccini e cosa contengono?

I vaccini sono strumenti universalmente riconosciuti di prevenzione delle malattie infettive. Agiscono stimolando il sistema immunitario dell’organismo a difendersi contro il germe che causa la comparsa di una determinata malattia. I vaccini sono costituiti dagli stessi germi patogeni che vengono inattivati in laboratorio. Perdono così la capacità di provocare la malattia, ma conservano quella di generare una risposta nel nostro organismo, che produce anticorpi specifici contro quelle infezioni.

Perchè bisogna vaccinarsi?

Perché oltre a proteggere il singolo individuo, le vaccinazioni limitano la diffusione delle malattie infettive all’interno di una comunità: sono in grado pertanto di proteggere anche i soggetti non direttamente vaccinati. Maggiore è il numero di chi si vaccina, minore sarà la circolazione del germe responsabile della malattia e quindi minore il numero delle persone che si ammaleranno. Sono diverse le malattie e infettive oggi debellate grazie alla diffusione dei vaccini.

Quali patologie si possono prevenire con i vaccini?

Grazie ai vaccini si possono prevenire malattie importanti come: difterite; epatite A; epatite B; herpes zooster; influenza; malattie invasive batteriche (meningiti, sepsi, polmoniti); morbillo; tumori e malattie dovute a papillomavirus; parotite; pertosse; poliomielite; rosolia; diarree infantili da rotavirus; tetano; varicella.

Chi deve vaccinarsi

Per quanto destinate in gran parte all’infanzia e all’adolescenza, le vaccinazioni possono essere indicate in qualsiasi età della vita. Sono fortemente consigliate a tutti i soggetti appartenenti alle cosiddette “categorie a rischio”, cioè a chi si trova in una condizione di potenziale o effettiva debolezza. Per età, stato di salute (patologie presenti o passate, terapie),
tipo di attività lavorativa, ci si può infatti trovare ad essere maggiormente esposti a contrarre una determinata malattia infettiva o a svilupparne una forma complicata. È inoltre di
fondamentale importanza che prima e durante una gravidanza ogni donna verifichi chi la propria copertura vaccinale, per evitare gravi rischi a sé e ai propri figli.

Perchè vaccinare nei primi mesi di vita

Si vaccinano i bambini dal compimento del secondo mese di vita per garantire la protezione migliore e più precoce contro le malattie infettive. Il sistema immunitario è fin da allora
sufficientemente maturo per rispondere con efficacia al vaccino. Al contrario, ogni ritardo nell’inizio delle vaccinazioni aumenta l’esposizione al rischio di infezioni.

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Vaccini obbligatori, perchè?

In passato, l’obbligatorietà e la gratuità delle vaccinazioni hanno rappresentato uno strumento per garantire l’uniformità nell’accesso ai servizi e agli interventi di tipo preventivo, in
attuazione dei principi di precauzione e universalità di accesso ai servizi sanitari. Sebbene negli ultimi quindici anni sia stato intrapreso un percorso culturale per un approccio alle vaccinazioni, che mirava all’adesione consapevole e volontaria da parte dei cittadini a tale strumento preventivo, a partire dal 2013 si è registrato un progressivo trend in diminuzione del ricorso alle vaccinazioni, sia obbligatorie che raccomandate. Tale fenomeno ha determinato un calo della copertura vaccinale al di sotto del 95%, soglia raccomandata dall’OMS per la c.d. “immunità di gregge”, per proteggere, cioè, indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non possono essere vaccinati. Si è ritenuto pertanto necessario adottare misure urgenti idonee

Le vaccinazioni possono avere effetti collaterali?

Di norma non si registrano effetti collaterali significativi in seguito a vaccinazioni; quando si manifestano, si tratta per lo più di effetti lievi e transitori. In alcuni casi, entro uno o due giorni dalla vaccinazione si presentano febbre moderata e reazioni infiammatorie, in genere di breve durata, in prossimità del punto in cui è stata praticata l’iniezione. L’insorgenza di sintomi più gravi (di tipo allergico) è rarissima. Questi si presentano di solito immediatamente o entro pochi minuti dalla somministrazione del vaccino. Proprio per questo motivo, dopo la vaccinazione occorre fermarsi nella sala d’attesa dell’ambulatorio per circa 20 minuti. Il personale sanitario è addestrato per gestire questo tipo di reazioni e dispone di tutte le attrezzature necessarie a farvi fronte.

E’ possibile prevedere reazioni avverse?

Non esistono accertamenti di laboratorio in grado di prevedere o prevenire reazioni avverse conseguenti alla somministrazione dei vaccini. Il medico curante e il personale dei centri vaccinali possono però identificare preventivamente le situazioni che controindicano temporaneamente o per sempre la somministrazione del vaccino, o comunque le situazioni che richiedono prudenza nell’iniziare o continuare la vaccinazione.

Come si attiva i percorso delle vaccinazioni?

Le vaccinazioni sono eseguite presso gli ambulatori vaccinali del Sistema Sanitario Regionale. Per le vaccinazioni infantili, l’appuntamento per la prima vaccinazione viene comunicato ai genitori con lettera postale, accompagnata da un opuscolo che riporta le informazioni relative alle vaccinazioni e al calendario delle stesse. Prima di procedere viene eseguito un colloquio da parte del personale sanitario, a seguito del quale il genitore firma l’adesione alla vaccinazione. Le vaccinazioni destinate alle “categorie a rischio” sono proposte dal medico curante ed eseguite dallo stesso medico o presso gli ambulatori vaccinali, come ad esempio in occasione della campagna antinflenzale.

Vaccini, dove informarsi?

Per avere informazioni sulle vaccinazioni è importante fare riferimento a fonti sicure e istituzionali che garantiscono contenuti validati scientificamente. Attenzione alle fonti che non si basano su studi scientifici o li interpretano in modo errato. Un elenco di siti internet utili è disponibile online su Wikivaccini.com