Una fantastica avventura: il giro del Lario fatto tutto sui monti. Protagonisti dell’impresa sono stati Saverio Monti, Mauro Manenti e Fabio Bongio.

Giro del Lario: il racconto dei protagonisti

Saverio Monti, Mauro Manenti e Fabio Bongio raccontano come è nata la loro avventura e come si è sviluppata: “Il tutto nasce per gioco e un po’ per caso. Avevamo un tracciato tra le mani, ma nessuno sapeva esattamente a cosa si andava incontro. Non avevamo appoggi, non avevamo assistenza e non abbiamo fatto nessun sopralluogo o prova del tracciato. Di programmato c’era ben poco, giusto qualche messaggio per fissare le date incastrando impegni lavorativi, famigliari, vari. Ed eravamo pronti a partire. Siamo partiti senza troppi indugi e fin da subito ci è stato chiaro che il tutto non sarebbe stato molto semplice. Sentieri mal segnalati, vegetazione in stile Borneo e il caldo che non lascia tregua nemmeno la notte”.

Quella voglia di fare quello che più piace

“Non avevamo in mente orari, tempi di percorrenza, volevamo solo di disperderci per i monti alla ricerca di quella sana e naturale voglia di vagare per le montagne – proseguono – Dopo anni di corse, pettorali, punti Utmb, classifiche Itra, c’era la voglia di ritornare a quello che realmente ci piace fare, di ritornare alle origini, al “Branco”. Quel gruppo di “ragazzi” più o meno giovani che si ritrova a orari improbabile del giorno e della notte per scorrazzare per le Alpi Orobie o la costiera dei Cech. Il Giro Montano del Lario è un itinerario che potenzialmente potrebbe diventare una classica nel panorama italiano e internazionale, ma che ha anche nella sua essenza wild il suo lato più affascinante. In questo momento mi sento  combattuto, perché da un lato l’essenza selvaggia dona quel tocco in più a questa esperienza ma dall’altra una migliore accessibilità donerebbe quella notorietà e promozione del territorio che un percorso del genere meriterebbe. Abbiamo visto posti incredibili, percorso sentieri spettacolari, affrontato salite impervie e discese complicate, ma abbiamo trovato anche tanto abbandono e degrado, segni di un passato che ora non si ritrova nel presente e che ha bisogno di una svolta e rinnovamento. Il nostro auspicio è che si ritorni a vivere questi luoghi che si ritrovi il tempo per percorrere queste antiche vie di collegamento riscoprendo il fascino della lentezza e del territorio che ci circonda. Il nostro tragitto è stato caratterizzato dal gran caldo e per fronteggiare a questa ulteriore difficoltà abbiamo fatto delle modifiche al tracciato previsto, l’arte di arrangiarsi non ha età, ed in più questi cambiamenti hanno portato alla luce la più grande potenzialità di questo itinerario: Il giro Montano del Lario non è uno solo, sono molti. Le montagne del Lario offrono un patrimonio sentieristico immenso e le possibili combinazioni per
circumnavigarlo diventano molteplici. Il Giro Montano del Lario potrebbe avere diversi punti di partenza, diversi modi di percorrenza, ma con sempre in evidenza l’attore principale: il Lario.

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240 chilometri in 54 ore: un problema alla volta!

“Il nostro Giro Montano del Lario è durato circa 54 ore per un totale di 240 chilometri con 13.879 di dislivello positivo – concludono – Con all’interno una immensa quantità di ricordi e di emozioni. Ognuno di noi dovrebbe provare a percorrere il proprio Giro Montano del Lario, con i propri tempi, con le proprie distanze, magari anche solo un pezzetto, ma sempre riscoprendo quel sano piacere dello stare in montagna, sempre  affrontando un problema alla volta…

Scopo benefico dell’avventura

Questo percorso viaggio è nato con lo scopo di aiutare valtellinaaccessibile per la realizzazione di una
Joelette elettrica, un mezzo speciale che aiuta i disabili ad aver accesso alle nostre montagne, per farlo ci
occorre raccogliere 5.000 euro. Per donazioni e informazioni: www.letit.info.