Oggi, nella Giornata contro la violenza sulle donne, si moltiplicano anche nel Lecchese le iniziative di sensibilizzazione sul tema che sono iniziate già nel fine settimana (clicca qui per tutti i dettagli). Tanti, carichi di significato, importanti gli eventi. Ma resta una la speranza, che è stata espressa anche da Marinella Maldini, numero uno dei dem lecchesi: le donne hanno bisogno di più rispetto, ogni giorno.

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“Più rispetto, ogni giorno”

“Contro la violenza agita verso le donne, contro la violenza subita tra le mura domestiche  in silenzio, per anni alla presenza di bambini impotenti e tristi – sottolinea il segretario provinciale del Partito democratico Marinella Maldin – Contro questo vogliamo dire alle donne che non sono sole, che possono farsi ascoltare. Grazie a chi opera al loro fianco, ai Centri antiviolenza, alle volontarie, alle Forze dell’ordine, alla Magistratura, alle Scuole,alle Associazioni, alle Istituzioni. Il nostro appello è forte contro la violenza chiediamo più rispetto per tutte le donne, ogni giorno”.

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Le donne della Banca del tempo di Valmadrera

Adriana, Angela, Arcangela, Assunta, Barbara, Colomba, Elettra, Ersilia, Fernanda, Fiorenza, Franca, Giulia, Luisella, Mariateresa, Silvana, Simona, Teresa, Theresia. Queste sono le socie di Banca del Tempo Valmadrera che, con il loro lavoro hanno sostenuto, Viva Vittoria – opera relazionale condivisa – che ha avuto il suo culmine sabato 23 e domenica 24 novembre a Bergamo. “Da diversi mesi le nostre socie si sono impegnate a realizzare i quadrotti di lana e cotone che hanno composto le coperte che volontari di numerose associazioni hanno poi assemblato in coperte da vendere per raccogliere fondi a sostegno di centri antiviolenza della città di Bergamo –  spiegano  dalla Btd. 93 i quadrotti realizzati da tutte loro, tutti diversi, tutti belli, tutti solidali e unici, anche perché ognuna di loro ha firmato in modo singolare il proprio prodotto. Le nostre socie sono poi andate a Bergamo per aiutare la vendita delle coperte. Il maltempo non ha impedito il successo della manifestazione e la vendita delle 3650 coperte”.

“Per la BdT è stata l’opportunità di creare una rete tra donne sostenendo una causa molto importante. Dal 2 luglio fino a inizio ottobre i lavori sono stati realizzati al Parco di via Casnedi, mentre da ottobre le donne si trovano a villa Ciceri il martedì pomeriggio dalle 14.30 alle 17.00 circa e continueranno a sferruzzare tutto l’inverno.  Lo sferruzzamento si inserisce, poi, nel progetto “L’ago” che vuole creare reti solidali rivolte agli anziani del nostro territorio. D’ora in poi non si realizzeranno più quadrotti, ma ciò che le donne decideranno assieme di produrre/imparare a tessere. Per informazioni è possibile contattare Fiorella Casartelli attraverso lo sportello di Valmadrera di Banca del Tempo (0341-583925, info@bdtvalmadrera.it)”

L’iniziativa al Parini di Lecco

Contrastare la violenza di genere educando le nuove generazioni alla cultura del rispetto di ogni persona. E’ con questa finalità che l’Istituto “G. Parini” celebra anche quest’anno la “Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne” attraverso un’installazione che per l’intera prossima settimana offrirà uno spunto di riflessione a chi si troverà a passare dall’atrio: una distesa di fiori rossi dal forte impatto visivo, chiamati a simboleggiare relazioni di coppia nelle quali si nasconde, celata all’interno di gesti apparentemente gentili, l’insidia di lame che tolgono la libertà e, nei casi più gravi, la vita. “Questo  prato – spiegano gli ideatori dell’allestimento – è un’area di contemplazione che chiede di riflettere sul significato dei gesti: lo stereotipo di regalare rose rosse come dichiarazione di amore totale o dono riparatore può a volte nascondere bugie e implicare la volontà di controllare l’altro e tenerlo legato a sé. Dentro ad una rosa si può nascondere un falso pentimento che ha la forma di un coltello”.

L’installazione si ispira all’opera realizzata per il padiglione dell’Austria alla Biennale di Venezia del 2019 da Renate Bertlmann, artista d’avanguardia da sempre impegnata ad indagare il ruolo sociale di genere da una prospettiva femminista, della quale è citato anche il titolo (“Discordo ergo sum”), ed è affiancata da una serie di scarpe rosse, immancabile presenza che la simbologia della ricorrenza ha promosso ad emblema delle donne vittime della violenza di genere. Completano l’allestimento alcuni pannelli sui quali sono riportati i dati statistici più significativi relativi all’impatto sociale dei femminicidi e di altre forme di violenza legate alle differenze di genere, oltre alle storie di due giovanissime donne, Fabiana e Denise,  che simboleggiano tutte le altre vittime dell’egoistica e cieca pretesa di possesso capace di indurre ai gesti più efferati.

L’iniziativa si segnala per la collaborazione fra le diverse componenti che partecipano alla vita dell’istituzione scolastica, contribuendo a realizzarne la missione educativa: progettato e coordinato da un gruppo di docenti, l’allestimento è infatti frutto dell’impegno congiunto di numerosi alunni, fra i quali gli studenti con disabilità partecipanti al progetto “Fatti per imparare”, e del Comitato Genitori. Tutti coloro che vivono la realtà scolastica nella sua quotidianità ora sono chiamati a interagire con il proprio contributo scrivendo un messaggio d’amore su una striscia di carta bianca da appendere ai nastri rossi predisposti nel’atrio, per “lasciarlo volare come speranza” che si realizzi una nuova cultura del rispetto dell’altro.

 

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