Almeno seicento i lecchesi che sabato prossimo saranno a Roma per partecipare alla manifestazione #FuturoalLavoro organizzata dai Sindacati Cgil Cisl e Uil. Altri settecento coloro che, via pullman o treno, arriveranno dalla Brianza per chiedere al Governo gialloverde interventi concreti  a favore di lavoratori, pensionati e giovani. Sviluppo, crescita e salvaguardia dei diritti sociali le istanze alle quali, secondo i Sindacati, la Legge di Bilancio non fornisce risposte adeguate. Le ragioni del raduno nella capitale sono state illustrate questa mattina dai segretari generali provinciali delle tre sigle sindacali, Diego Riva (Cgil Lecco), Rita Pavan (Cisl Monza Brianza lecco) e Salvatore Monteduro (Uil del Lario).

Sindacati a Roma sabato 9 febbraio

La protesta è contro una manovra economica che di fatto non ha recepito la richieste avanzate da Cgil Cisl e Uil. Lettera morta gli impegni presi dal premier Conte nel cordiale, quanto formale e tardivo, incontro avvenuto mentre la Finanziaria 2019 era in itinere. «Sulla manovra ci sono ovviamente aspetti su cui siamo d’accordo – ha detto Rita Pavan – ma è l’impianto generale di tipo recessivo che contestiamo. Con questa manovra non si investe nello sviluppo e dunque non si crea lavoro. Noi ci saremmo augurati investimenti e non sussidi». Preoccupa per di più l’annunciata “recessione tecnica”, conseguenza ad un secondo trimestre negativo del Pil.

Infrastrutture e alternanza scuola-lavoro

Alla mancanza di investimenti nelle infrastrutture – più  che necessari nel territorio lecchese- si aggiungono i tagli operati a discapito di sistemi virtuosi. “All’istruzione,  all’alternanza scuola-lavoro, che nel nostro territorio funzionava in modo egregio, ma che adesso saranno smantellati” ha sottolineato Pavan.

Flat Tax

Critico il giudizio sul sistema fiscale: “Un vero e proprio condono che premia chi non rispetta le regole. mentre si prevede la Flat Tax al 15% per le partite Iva fino a 65mila euro, nulla è previsto per i lavoratori dipendenti e i pensionati”. A questo proposito la segretaria Cisl ha parlato di “segnali preoccupanti” che si cominciano a registrare, ovvero di uno “spostamento dal lavoro dipendente a quello autonomo”. Uno spostamento conseguente all’allargamento della “forbice della diseguaglianza tra i contribuenti”. “Da un lato lavoratori dipendenti e pensionati che verseranno un Irpef  tra il 23 e il 42 per cento, dall’altro le partite Iva scontate al 15 per cento” ha ricordato Diego Riva. In un Paese che fa pagare l’87% delle tasse alle prime due categorie. “Non si può continuare a chiedere sacrifici agli stessi cittadini” ha chiosato il segretario di Cgil Lecco.

“Quota 100”

Quanto alla pensione “quota 100”,  «si tratta di finestre temporali, non di una modifica alla legge Fornero e non dà risposte né al lavoro di cura, né ai temi che riguardano i più giovani». “Noi avevamo chiesto uno sconto per ogni figlio a carico delle lavoratrici madri, e ad una pensione di garanzia per i giovani sulla scorta dell’accordo siglato con il precedente Governo ma che non ha trovato applicazione”. E non si dice che “quasi la metà della spesa per la quota cento è finanziata dal mancata rivalutazione delle pensioni”.

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Reddito di cittadinanza

Quanto al reddito di cittadinanza, difficile dire ora quante famiglie lecchesi possano esserne interessate. Alcuni calcoli prospettano un 5%, “ma nessuno oggi ha un elenco effettivo”. Certo è che i sindacati avrebbero «voluto un allargamento del reddito di inclusione e non un provvedimento che rischia di alimentare forme varie di assistenzialismo». Di fatto, dice Pavan, si smantella un sistema che funziona per uno tutto da costruire. Vero è che per i centri per l’impiego del Lecchese che pure funzionano bene, “risulta difficile formulare anche solo una proposta di lavoro, figuriamoci tre”.

Sindacati ignorati dal governo

Ma la manifestazione di Roma sarà anche una protesta specifica «contro un Governo che ignora i sindacati», come ha spiegato Diego Riva. «Abbiamo messo in campo idee e proposte, ma il Governo ha preso le sue decisioni senza consultarci. Ma noi non abbiamo scherzato. Pretendiamo rispetto per i sindacati e per i cittadini che rappresentiamo, a cui andrebbero spiegati meglio certi provvedimenti. Non bastano le risposte via web. In questo periodo così complicato dobbiamo tornare a pensare ad alcuni diritti fondamentali come la scuola, le pensioni, la sanità ed un fisco equo>.

Niente posti di lavoro

Infine, Salvatore Monteduro ha sottolineato come questa manovra non crei posti di lavoro: «Il Governo ha posto in atto azioni emergenziali che non faranno uscire le persone dalla povertà». Servono invece investimenti e politiche economiche e sociali: «Il sistema sanitario è al collasso. il precariato giovanile produrrà una generazione senza diritto alla pensione. Il paese ha bisogno di rilanciare i consumi interni con una riduzione dell’Irpef e del cuneo fiscale. Noi andremo a Roma a protestare perché il nostro Paese ha bisogno di più lavoro e non di provvedimenti assistenziali che non assicurano un futuro degno di questo nome».

Politica autoreferenziale

Un giudizio sul rapporto tra Sindacati e Governo? Il problema è sempre lo stesso: l’auto referenzialità della politica. “Tutti i governi pensano di poter fare a meno dei corpo intermedi nel confronto sui problemi concreti” secondo Monteduro. “Un atteggiamento che non ha portato a nulla – secondo Pavan – E nel governo attuale c’è almeno una componente che pensa di saltarci a piè pari, in nome della democrazia della rete”. “Noi vorremmo essere coinvolti nella discussione sulle scelte economiche da affrontare. Così non va. Noi rappresentiamo 12 milioni di persone alle quali è giusto dare voce” ha concluso Riva.