Fuga di medici dagli ospedali pubblici, ne abbiamo parlato con Danilo Mazzacane segretario generale Cisl Medici Lombardia. Lo riporta il giornaledimantova.it

Fuga di medici dagli ospedali pubblici

Lodi, con le dimissioni in blocco di tre ginecologi, Codogno con la chiusura della sala parto, Como, con 30 professionisti che al Sant’Anna hanno avanzato le proprie dimissioni. E ancora concorsi pubblici ospedalieri andati deserti a Monza e Brianza. Cosa sta succedendo? A cosa è dovuta questa emorragia di medici che fuggono dagli ospedali lombardi o disertano i concorsi?

Anche a Lecco fuga di medici

Solo a febbraio avevamo lanciato l’allarme per l’ospedale di Lecco dove 70 medici sono pronti ad andare via, tra adii e pensionamenti. il dottor Daniele Prati, direttore di Medicina Trasfusionale e di Ematologia, e il dottor Gianni Balza, specialista in Endocrinologia e Diabetologia. E starebbe per lasciare il servizio pure il dottor Rinaldo Zanini, direttore del Dipartimento gestionale Materno Infantile (67 medici, 250 persone del comparto), per anni punto di riferimento di tantissimi genitori e dei loro figli. «Perdiamo circa 1,8 lavoratori ogni giorno feriale (da 14 ottobre 2017 al 30 gennaio 2018 ci sono stati 126 abbandoni)” commenta un rappresentante delle Rsu.

Ospedale di Lodi e Codogno

Abbiamo sentito Danilo Mazzacane, segretario generale Cisl Medici Lombardia, che ci ha spiegato il vero nodo alla base di queste defezioni a raffica, sottolineando – in primis – che non si tratta esclusivamente di un fenomeno diffuso nel Lodigiano.

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Ginecologia in sofferenza generale

“La situazione non è imputabile esclusivamente al Maggiore di Lodi, l’anno scorso al Sant’Anna di Como ci sono state circa 30 persone che in blocco hanno presentato dimissioni o chiesto mobilità, in quel caso la direzione non ha potuto accettarle, ovviamente, perché significava chiudere l’Ospedale

Non solo problemi per i giovani

I giovani, stando al quadro spiegato da Mazzacane, sguazzano nel precariato senza grosse chances di avanzamento. Ma anche i medici di mezza età fanno i conti con dei grossi problemi. “Oggi medici di mezza età, anche a fronte di condizioni di salute precaria accertate, si ritrovano a fare turni su turni nonostante la salute non lo consenta. I dirigenti ospedalieri non possono far altro che far rispettare delle linee guida che arrivano dall’alto, è chiaro che sarebbe necessario mettere mano seriamente in termini politici a questo sistema, che ormai è al collasso.”