Triste capolinea natalizio per la Filca.  Ieri, venerdì 22 dicembre, il Tribunale ha dichiarato il fallimento della storica impresa già leader del settore edilizio in oltre trent’anni di attività

Filca al capolinea

La sentenza è giunta per molti versi inaspettata. Soprattutto perché nell’udienza davanti al giudice delegato Dario Colasanti avvenuta una decina di giorni prima, il legale dell’impresa si era impegnato ad integrare la documentazione a sostegno della sostenibilità del piano di concordato preventivo.  Il verdetto, a firma del collegio giudicante presieduto da Ersilio Secchi (relatore lo stesso Colasanti), ha però anzitutto revocato   il nulla osta alla procedura concordataria aperta tramite ricorso nel luglio 2016. Il decreto fallimentare è motivato con l’attuale impossibilità della società a far fronte ai debiti. Secondo i giudici, considerata l’assenza di prospettive di ripresa in tempi ragionevoli, Filca non sarebbe riuscita a rispettare le prescrizioni normative del caso.

Fine di una storia iniziata nel 1985

I debiti di Filca Cooperative ammontano a 185 milioni di euro, a fronte di un attivo di 51 milioni.  Il verdetto, salvo impugnazioni, scrive la parola fine di una storia trentennale, iniziata nel 1985 con l’associazione di nove piccole cooperative edilizie, fitta di oltre 80 interventi edificatori in tutto il nord Italia. Negli anni del boom le coop in rete erano diventate 53. Oltre 17mila le unità abitative costruite e consegnate ad altrettanti nuclei famigliari.   Facile ora che il crac sancito dal Tribunale si ripercuota ulteriormente sulle singole affiliate già poste in liquidazione, ma anche sulla finanziaria del gruppo, Fincasa, a giudizio con una proposta concordataria connessa a quella di Filca. L’udienza dinnanzi al giudice Colasanti è fissata per il prossimo 30 gennaio.

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