Aveva un amo da pesca in bocca e una  corda legata alla zampa. Due cose che potenzialmente avrebbero potuto ucciderlo. Stiamo parlando di un cigno che è stato salvato nel lago di Oggiono.

Ferito da un amo da pesca e legato: salvato un cigno

Lo splendido esemplare, ancora non adulto, probabilmente aveva ingerito un amo abbandonato sulla spiaggia ed era rimasto impigliato in un filo, anch’esso  dimenticato a riva. L’animale ha rischiato grosso. Con l’amo in bocca  difficilmente sarebbe riuscito ad alimentarsi e sarebbe così deperito velocemente “Dopo che lo abbiamo salvato ci ha ripagato con questo bellissimo gesto dell’amore”  spiegano in rete le giovani che lo hanno liberato facendo riferimento alla splendida foto di copertina. Poi lanciano un appello a tutti i frequentatori della zona “Mi raccomando non lasciate in giro immondizie”.

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Rifiuti pericolosi

Come ricordano gli esperti i rifiuti i generale e quello in particolare plastici sono molto pericolosi perchè gli uccelli li ingeriscono scambiandoli per cibo. Lo scorso anno Legambiente aveva  lanciato un allarme specifico per le nostre zone. Secondo gli studi effettuati da Legambiente ed Enea sul microlitter negli ecosistemi lacustri e nei corsi fluviali era infatti emerso che nel 2017 il Lario  era  in assoluto infatti  il lago più  inquinato dalla plastica. In particolare era  quello  in cui era stata trovata la maggiore densità media  di micopatricelle plastiche al chilometro quadrato, ovvero 157mila.

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