Fallito Casinò di Campione d’Italia: la protesta dei dipendenti è arrivata a Palazzo Lombardia a Milano.

Fallito Casinò di Campione: incontro con Alessandro Fermi

Questa mattina, martedì 31 luglio, i dipendenti della casa da gioco campionese sono scesi in piazza di fronte alla sede di Regione Lombardia. La situazione è estremamente delicata e hanno bisogno di rassicurazioni, di certezze. Soprattutto dopo che i curatori fallimentari hanno già annunciato che non sarà possibile riaprire il casinò con una gestione provvisoria. Alcuni dipendenti e sindacalisti sono stati ascoltati dal presidente del Consiglio regionale, il comasco Alessandro Fermi.

Il fallimento della casa da gioco nell’exclave italiana in Svizzera rischia di lasciare a casa quasi 500 dipendenti, la maggior parte dei quali sono cittadini campionesi. Un’intera comunità rischia di non sopravvivere a questo disastro. E proprio i sindacati aveva fatto appello alle forze politiche del territorio comasco per un appoggio ai dipendenti. Dalla Lega però il sottosegretario Nicola Molteni ha chiarito che “Non ci sono soluzioni politiche percorribili”.

Fermi: “Solidarietà e impegno da parte nostra”

Come detto una delegazione di dipendenti è stata invitata dal Presidente Fermi ad entrare per l’inizio dei lavori del Consiglio regionale. Successivamente gli stessi sono stati ascoltati anche dagli altri consiglieri regionali del territorio comasco. “Da parte nostra c’è non solo la solidarietà ai dipendenti del Casinò per la situazione che stanno vivendo ma anche l’impegno a sollecitare un intervento repentino del Ministero e della Curatela – ha commentato a lato Alessandro Fermi – Non abbiamo competenza diretta su questa questione ma siamo attenti a quanto sta accadendo. L’obiettivo è quello di far riaprire la casa da gioco perché altrimenti non c’è solo la morte di un’azienda bensì di un’intera comunità. Con la chiusura si rischia di perdere la clientela, già attirata altrove, ma anche delle professionalità difficilmente ricollocabili. Senza dubbio c’è la necessità di un piano di ristrutturazione ma anche che Campione si doti anche di un’altra veste”.

“La chiusura favorisce le altre case da gioco”

Intanto i responsabili del Casinò devono far fronte a tanti disagi. “Io ho cercato di avvisare la nostra clientela abituale, ma sono molti quelli che continuano ad arrivare perché sono all’oscuro di tutto – ha spiegato Alessandra Bernasconi, responsabile marketing del casinò – una delle prime cose che ho fatto è stato recarmi personalmente in albergo ad avvisare dei nostri giocatori arrivati dall’estero”. La casa da gioco intanto dalle 14 dello scorso venerdì è sigillata. “Ci stanno guadagnando le altre case di gioco, come quella di Lugano e di Mendrisio” ha aggiunto la responsabile.

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