Duecentoquindici chilogrammi di amianto pro capite. E’ questo l’allarmante dato che emerge da una rapida stima della quantità di eternit disseminato per il territorio di Olgiate Molgora, da Porchera all’ex allevamento di Pianezzo, passando per Mondonico e il centro del paese.

Emergenza amianto a Olgiate Molgora

Nessuna zona è immune alla fibra killer, nemmeno l’oratorio di San Zeno, dove ogni domenica decine e decine di bambini si radunano con le loro famiglie per giocare insieme e dove i diversi team del gruppo sportivo si allenano e disputano le loro partite. La copertura del vecchio teatro è infatti realizzata in amianto e in tutto l’oratorio la presenza di eternit raggiunge quasi i 600mq, una quantità consistente, la cui urgenza di smaltimento dovrebbe essere valutata in termini di indice di degrado e vetustà (la struttura è stata inaugurata alla fine degli anni Ottanta), per valutare con maggior precisione gli eventuali danni per la salute di chi frequenta l’oratorio e risiede nelle immediate vicinanze.  Ma i bambini non solo si trovano costretti ad essere esposti ai rischi dell’amianto mentre tirano due calci ad un pallone in oratorio. L’eternit infatti in paese si trova un po’ ovunque, anche in un paio di capannoni che si affacciano su via Mirasole, a pochi passi dalla scuola media Emilio Gola. Per quegli stabili è previsto un piano di recupero, che coinvolgerebbe l’intera area, ma che ad oggi non è stato ancora concretizzato. E intanto l’amianto resta sui tetti, su buona parte dei tetti di Olgiate.

Solo il 23% è stato smaltito

Soltanto il 23 per cento dell’eternit presente in paese è stato infatti smaltito, di cui il 3 per cento grazie ai contributi comunali del 2017 e l’1,5 per cento grazie a quelli stanziati nel 2018. Dei 10mila euro previsti lo scorso anno ne sono stati utilizzati però soltanto 2.500, nel totale disinteresse dei cittadini che ancora devono smaltire. Da un lato l’impegno del giovane assessore all’Ambiente Matteo Fratangeli, che per due anni di fila è andato casa per casa a consegnare degli inviti nei quali spiegava nel dettaglio le modalità per accedere ai contributi, dall’altra parte l’attività costante e propositiva dell’associazione «Gente di Pianezzo», che attraverso lo sportello amianto in municipio e attraverso il suo servizio on line cerca di aiutare chi deve smaltire le coperture in eternit, fornendo un supporto pratico e burocratico. Nel mezzo la sordità di chi ancora non ha eliminato l’amianto dalle proprie case e dai propri capannoni, quell’amianto che sulla testa di ogni olgiatese incombe con il peso di 215 chilogrammi.

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Eternit in oratorio

«Abbiamo in programma di smaltire l’amianto che c’è in oratorio, ma non è facile. Abbiamo fatto dei preventivi e la somma si aggira intorno ai 35mila euro, non è certo una cifra da poco».
E’ questo il commento, quasi rassegnato, di don Giancarlo Cereda, parroco di San Zeno da 25 anni, che racconta le difficoltà di gestione di una problematica come lo smaltimento dell’eternit in una piccola parrocchia. «Il problema è che non è mai finita: c’è sempre qualche nuova urgenza, qualche nuovo problema di cui occuparsi. Una volta c’è da fare un lavoro in chiesa, una volta invece è l’oratorio, poi le cappelle, poi l’asilo oppure il nido. Le cose da fare sono tante, c’è sempre da chiedere una mano e non si riesce ad arrivare dappertutto» continua don Giancarlo con dispiacere.
Proprio in oratorio, sullo stabile che una volta ospitava il teatro e che si affaccia sul campo da calcio, c’è un’ampia copertura in amianto, la quale si aggirerebbe intorno ai 600 metri quadri. «Abbiamo avvisato il Comune nel 2013 e nel 2017 ci siamo informati per gli incentivi destinati a chi smaltisce l’amianto, ma ad oggi non riusciamo ad intervenire perché si tratterebbe di circa mille euro su un totale di almeno 35mila. Quello che ci tengo a dire alle famiglie e ai ragazzi che frequentano l’oratorio è che la situazione è sotto controllo, teniamo monitorato l’edificio e l’amianto non si sfibra. Appena riusciremo lo smaltiremo, è già nei nostri programmi» ha concluso il parroco.