Un angelo “priva di morte e orfana di vita”. I versi della ballata del Poeta Guido Ceronetti per il coraggio di Eluana Englaro hanno concluso il lungo reportage che è andato in onda nella serata di ieri, mercoledì 6 febbraio 2019, su La 7. Uno speciale, quello realizzato dal giornalista Enrico Mentana,  che è stato trasmesso nel decimo anniversario non della morte della lecchese, bensì nel giorno, il 6 febbraio 2009 appunto, in cui iniziò la sospensione dell’idratazione di Eluana.

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Un calvario privato, una vicenda pubblica

Sono infatti trascorsi 10 anni da una vicenda  che ha segnato la conclusione di diciassette anni di calvario privato, ma anche il culmine di una strenua battaglia pubblica, divisiva per una intera nazione. Da un lato la rivendicazione laica, dall’altro la negazione ispirata da principi di fede religiosa, ma anche di opportunità politica, del diritto all’autodeterminazione sul fine vita. Protagonista Beppino Englaro, un padre, e sua figlia, “l’Eluana”, “un purosague tornato libero” il 9 febbraio 2009, allorché la morte sopraggiunse nella clinica “La quiete” di Udine mettendo fine allo stato di coma in cui la donna versava.

“Non avrebbe mai accettato una vita con limitazioni di tipo fisico e mentale”

“Non avrebbe mai accettato una vita con limitazioni di tipo fisico e mentale” ebbe a testimoniare una sua compagna di classe, sentita come testimone dai giudici impegnati a dirimere la controversia. Da una lato la famiglia della giovane lecchese, decisa ad affermare la volontà a suo tempo espressa da Eluana, un chiaro diniego a sopravvivere in stato vegetativo. Dall’altro una parte del mondo politico, che fino all’ultimo ha platealmente negato ed ostacolato questa volontà personale.

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Eluana Englaro “priva di morte e orfana di vita”

Beppino Englaro, intervistato da Mentana, ha ribadito il principio affermato nella sua battaglia, personale e poi, sulla scorta degli eventi, clamorosamente pubblica. “”Il diritto a scegliere e decidere la sospensione di cura anche se ciò dovesse determinare la morte, un diritto che esiste dal 1992 ma per vederlo rispettare h dovuto attendere 15 anni, 9 mesi e 56 giorni” ha chiosato. “ E’ che forse la politica non era non è, pronta per affrontare temi veri, temi forti che interessano davvero alle persone” ha ipotizzato Englaro. Contraddicendo chi lo ha accusato di battersi per affermare il diritto all’eutanasia: “Il principio da me affermato è di vita e non di morte”.

Calvario giuridico

Englaro ieri sera ha ripercorso le dolorose tappe compiute  per ottenere che ad Eluana si venisse la spina, la sospensione del sostegno vitale, ovvero l’alimentazione e idratazione tramite sondino naso gastrico. Un calvario giuridico che è stata anche una battaglia di libertà che ha aperto di fatto la strada alle modifiche giuridiche.

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Di lei resta il sorriso folgorante

A distanza di dieci anni che dice la gente comune? “Trovo persone che mi ringraziano per aver sostenuto anche una loro battaglia” ha risposto Beppino a Mentana. Mai incrociatO però qualcuno che all’epoca la pensasse diversamente da lui e poi ha cambiato idea. Cosa resta di lei? “Il sorriso folgorante di quando entrava in casa” ricorda Beppino. Ed è la sola immagine che tutti abbiamo in mente di Eluana. Quello che era e resterà per sempre.