E’ in provincia di Lecco la villa dove il Re d’Italia veniva… di nascosto. Si tratta della splendida Villa Lattuada che oggi  fa parte dell’Associazione Nazionale Dimore Storiche. Il sodalizio è  un ente morale riconosciuto senza fini di lucro  che riunisce i titolari di dimore storiche presenti in tutta Italia.

A Casatenovo la villa dove il Re d’Italia veniva… di nascosto

Capolavoro dell’eclettismo lombardo,  Villa Lattuada venne edificata tra il 1883 e il 1885 per volere della famiglia Lattuada di creare un luogo romantico per accogliere ospiti ed invitati nei loro numerosi ricevimenti. Ospiti addirittura regali. Sì perchè della villa, e forse non solo di quella, si innamorò anche re Umberto I di Savoia. Si dice infatti che  fu rapito dalla vista impareggiabile e dal fascino della proprietaria della regale dimora. Non solo ma fu proprio villa Lattuada fu anche la meta di alcinu soggiorno assolutamente segreti.

La storia della Villa

“Sorge in località “Quattro Valli”: luogo molto antico, carico di storia e ricco di vedute panoramiche. L’edificio nasce sulle rovine di un preesistente convento dei Domenicani di San Giacomo adattato al nuovo gusto dell’epoca, ma come opera nuova” si legge sul sito di dimore storiche. “L’autonomia compositiva, l’autenticità espressiva ed artistica, il linguaggio distinto dalle dimore brianzole dell’epoca, fa pensare ad una magica intesa tra l’architetto ideatore e il suo committente. La Villa appare oggi come l’immagine inattesa e nitida di un castello maestoso e isolato, a guardia di un quieto paesaggio lombardo”.

L’insieme richiama memorie di castelli tedeschi e di cattedrali gotiche. Sono i tratti caratteristici del Tagliaferri È il segno distintivo del grande architetto, che qui esprime al meglio il suo gusto ricostruttivo del maniero con l’inserimento di elementi Tudor. Si tratta di un’architettura grandiosa e nuova per la Brianza, del tutto autonoma rispetto alla tradizione della villa signorile, ma perfettamente integrata nel suo romantico spazio paesaggistico. Villa Lattuada, nonostante sia adattata al nuovo gusto dell’epoca, si presenta comunque come opera nuova.

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