Depuratore di Lecco: parte da Pescate nuova richiesta di controlli per gli sversamenti.  Mentre in paese è battaglia aperta contro i residenti che non hanno ancora provveduto a sistemare gli scarichi abusivi, il sindaco Dante  De Capitani guarda anche dall’altra sponda del lago.  “Io sto qui a chiudere il piccolo scarico abusivo e poi devo riportare sto scempio nel lago di Garlate?” si chiede infatti il borgomastro.

Il depuratore di Lecco

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Non è la prima volta che De Capitanti batte su questo tasto. La prima richiesta di chiarimenti era scattata a luglio 2018 quando i campionamenti dell’Ats avevano decretato la non balneabilità del lago a Pescate. In quell’occasione Arpa e Lario Reti Holding avevano risposto a De Capitani di non aver registrato alcun sversamento anomalo proveniente dall’impianto di depurazione lecchese. Ora una nuova missiva è partita da Pescate ed è stata indirizzata ai gestori del depuratore. L0 spunto iniziale sono state alcune foto apparse in facebook il primo febbraio che mostravano il lago “colorato” da strane sostanze proprio nei pressi del depuratore. Foto che De Capitani specifica essere state scattate dall’ex tecnico comunale Peppo Rota.

Nuova richiesta di controlli per gli sversamenti

Ma non è finita qui perchè De Capitani sostiene di aver visto in prima persona, lo scorso 4 febbraio “una immissione di analoghe sostanze nel lago da parte di un collettore in cemento posto sulla riva, seppure in misura minore rispetto alle foto”.  De Capitanti, temendo un proliferare delle alghe e un cambiamento dell’ecosistema ha quindi ripreso carta e penna chiedendo ai gestori del depuratore un immediato intervento “applicando filtri e dispositivi per trattare opportunamente le acque di risulta”. Ad Arpa invece il sindaco chiede  di monitorare la situazione attorno al depuratore di Lecco anche perchè “in caso di ulteriori episodi di colorazione anomala delle acque provvederò a denunciare la situazione elle sedi competenti”.

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Mario Stojanovic