Cerimonia di memoria

Commemorazione dei repubblichini fucilati: Caremi e Pasquini richiamano alla riconciliazione

La violenza politica del passato deve rimanere un monito, non un modello da seguire o imitare.

Commemorazione dei repubblichini fucilati: Caremi e Pasquini richiamano alla riconciliazione

Pubblicato l’intervento dei consiglieri della Provincia di Lecco, Antonio Pasquini e Luca Caremi

Commemorazione dei repubblichini fucilati: Caremi e Pasquini richiamano alla riconciliazione

La cerimonia di lunedì 27 aprile 2026 si è svolta in un’atmosfera di grande dignità e rispetto. Non si sono verificati saluti romani, né invocazioni come “presente”, e non erano presenti simboli politici. Solo bandiere tricolori della Repubblica Italiana sventolavano.

Durante l’evento, è stato letto un estratto dal discorso di insediamento dell’onorevole Luciano Violante, risalente al maggio 1996, in cui si sottolineava l’importanza della riconciliazione nazionale e il rispetto per i vinti. A quasi trent’anni di distanza, quel messaggio rimane attuale, nonostante ci siano ancora tentativi di tornare indietro.

La commemorazione si è conclusa con un minuto di silenzio.

A circa duecento metri di distanza, gruppi di Antifa non autorizzati hanno scandito slogan offensivi. È fondamentale non lasciare spazio all’ambiguità riguardo alla violenza e al rispetto delle regole. La violenza deve essere condannata senza riserve: non ci devono essere zone grigie. ANPI, AVS e le istituzioni devono prendere le distanze dai cori intonati dagli antagonisti.
Inaccettabili sono i cori che evocano il terrorismo italiano, come “10, 100, 1000 Acca Larentia, Ramelli assente”, insieme ad altre espressioni che fomentano l’odio politico e richiamano una stagione in cui molti giovani persero la vita. Questi riferimenti rievocano una delle pagine più drammatiche degli anni di piombo, come la strage di Acca Larentia a Roma, dove furono uccisi tre giovani studenti.
Richiamare, anche solo simbolicamente, la ripetizione di tali tragedie — a oltre quarant’anni di distanza — è inaccettabile e in contrasto con i principi fondamentali della convivenza civile. La violenza politica di quel periodo deve rimanere un monito, non un modello da emulare o, peggio, da imitare.

Luca Caremi
Antonio Pasquini