Sabato l’assemblea annuale del Comitato Viale Verdi ha fatto il punto sul progetto di riqualificazione della strada.

Il Comitato Viale Verdi: “Nessuno entrerà nei nostri giardini”

“Eravamo Corso Buenos Aires, poi una mattina ci siamo svegliati e ci siamo accorti che ci trovavamo sulla Tangenziale. Il traffico su viale Verdi continuerà a passare, è inevitabile, e non possiamo farci niente. Ma è giusto che il nostro quartiere torni ad essere vivibile”. Con queste parole Giuseppe Papaleo, presidente uscente del Comitato Viale Verdi, ha ribadito sabato pomeriggio davanti all’assemblea di vicinato, convocata nella sede degli Amis di Pumpier, l’importanza del progetto di riqualificazione del viale. La questione, sollevata due anni fa dal Comitato con la presentazione del famigerato Documento di proposta, va affrontata con lucidità, ha rimarcato Papaleo.

“Non ci sarà nessun esproprio”

“Evitiamo di farci prendere anche noi dalla “sindrome di via Pascoli”,  ha asserito con forza il presidente del Comitato, sostenuto da Massimo Panzeri, presente all’incontro nella duplice veste di associato e consigliere comunale di minoranza di Prospettiva Comune. Nei giorni scorsi un articolo di giornale, che parlava impropriamente di espropri, ha ingenerato un inutile allarmismo.
“Non sarà espropriato nulla – ha detto Panzeri – ma è chiaro che per procedere con il progetto di riqualificazione. Occorre infatti regolarizzare alcune aree, che tecnicamente sono di proprietà privata ma ad uso pubblico. Vedi parcheggi davanti alla Snai. Quelle aree di fatto sono già pubbliche. Nel caso di via Pascoli, i residenti non hanno voluto alienare la strada al Comune, ma così hanno rinunciato anche all’obbligo manutentivo. Con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti”.

I tempi del progetto

E’ stato Alfredo Casaletto, capogruppo di maggioranza in Consiglio e residente in viale Verdi, ad illustrare ai presenti le tempistiche del progetto di riqualificazione. Una volta ultimati i rilievi topografici da parte del tecnico incaricato, in 75 giorni sarà realizzato lo studio di fattibilità. In quel lasso di tempo la Provincia procederà ad individuare due o più lotti funzionali. Lo studio individuerà le risorse necessarie. Quindi si passerà al progetto definitivo che sarà adottato nei successivi 75 giorni e che sarà depositato in Comune. Lì saranno individuate le eventuali aree da acquisire e i proprietari potranno presentare delle osservazioni. Se non saranno avanzate, o saranno respinte, si procederà con il progetto definitivo. Altrimenti ci sarà una interlocuzione con i proprietari che potrebbe portare a una eventuale modifica o alla definizione di un eventuale accordo per gli espropri con i relativi indennizzi. Approvata la fase esecutiva si procederà con l’indizione della gara di appalto. Il costo dell’opera è stimato in 980mila euro. Il Comune però non metterà a disposizione l’intera cifra. Se la disponibilità fosse insufficiente si procederà con la suddivisione per lotti o si predisporrà un unico lotto con l’integrazione delle risorse mancanti da parte del Comune.

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Il nuovo direttivo

L’assemblea, che si era aperta con i ringraziamenti ai soci e in particolare al consigliere uscente Daniela Beretta (“senza di lei il Comitato non sarebbe quello che è oggi”), è proseguita con la presentazione del consuntivo economico. L’anno passato si è chiuso con un avanzo economico di 494 euro (le entrate nel 2017 sono state 3.397, le uscite 2.902 euro). Approvata all’unanimità la modifica di due articoli dello statuto, che portano a un minimo di 3 e a un massimo di 7 i consiglieri del Direttivo, l’assemblea ha quindi eletto i membri del nuovo direttivo: Giuseppe Vendola, Tiziana Rubini, Giuseppe Papaleo, Gennaro Varrecchia e Thomas Brescia