Ciclopedonale da Lecco ad Abbadia:  come annunciato, ieri, lunedì 1 ottobre, sono iniziate le operazioni di delimitazione del cantiere di quello che costituisce “un primo pezzetto di un’opera che ha creato molte aspettative” come ha ricordato il presidente della provincia Flavio Polano. I termini dell’intervento sono stati illustrati quest’oggi in una conferenza stampa convocata a Villa Locatelli. Al tavolo il sindaco di Abbadia, Cristina Bartesaghi e l’assessore lecchese al territorio Gaia Bolognini. Ma soprattutto i vertici tecnici di Ana, gli ingegneri Dino Vurro, responsabile dell’area compartimentale Lombardia, e Giuseppe Zanframundo, direttore dei lavori.

Ciclopedonale: via al primo lotto

I lavori partiti riguardano un primo lotto che interesserà circa due chilometri e mezzo di strada di lungolago, dalle Caviate al Pradello. Attualmente era a circolazione mista, veicoli a motore e velocipedi. Si tratta di realizzare una vera e propria corsia destinata a sole bici e pedoni, separata dalla carreggiata stradale, quindi protetta e sicura.

Flavio Polano (presidente provincia di Lecco), Gaia Bolognini (assessore territorio di Lecco), Cristina Bartesaghi (sindaco di Abbadia Lariana)

“Quando si sono evidenziati ulteriori ritardi per l’opera complessiva, con Abbadia abbiamo fatto quadrato. Abbiamo proposto ad Anas di anticipare il primo lotto in stralcio, ritenendo che ciò fosse attuabile” ha ricordato l’assessore Bolognini. “Sono nove anni che attendiamo. E’ con soddisfazione che vedremo concretizzarsi almeno una parte di un’opera per noi prioritaria ai fini della sicurezza ma anche della valorizzazione turistica del nostro territorio” ha rimarcato il sindaco Bartesaghi.

Cantiere Partiti in ritardo di due mesi

I lavori sono in realtà partiti in ritardo di due mesi rispetto al cronoprogramma stabilito. Il ferragosto di mezzo e difficoltà da parte della ditta appaltatrice, in primis a reperire i materiali, avrebbero determinato lo slittamento. Tuttavia gli stessi lavori dovranno concludersi entro la fine di novembre. Anas ha deciso che sarà inflessibile. “Nessuna deroga, i 120 giorni stabiliti decorrono dalla firma del contratto avvenuta a luglio. Ma la ditta Cogeis Spa è seria, lavora da cinquant’anni con Anas. Qualora sforerà, si accollerà le previste penali” ha annunciato l’ingegner Dino Vurro.

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Gli Ingegneri Giuseppe Zanframundo, direttore lavori di Anas, e Dino Vurro, responsabile coordinamento territoriale nord-ovest di Anas

Il progetto complessivo non cambia

Lo stralcio si integrerà con il progetto che prevede una passerella di lungo lago. La realizzazione di quest’ultima è stata posticipata perché Anas intende nel contempo effettuare anche una ricognizione delle fondamenta del tunnel della Ss36. E pianificare i relativi interventi di consolidamento qualora si rilevasse la necessità di farlo. “Cosa che non sarà più possibile fare una volta realizzata la ciclopedonale” ha  spiegato Vurro. “Non abbiamo abbandonato il progetto originario. Per risparmiare tempo abbiamo chiesto e ottenuto dalla direzione centrale di Anas un accordo quadro su due progettazioni diverse, per la ciclopedonale e  per le verifiche sul tunnel. Abbiamo già un budget per queste ultime e la ditta è stata incaricata di fare un preventivo. nel frattempo possiamo partire con il primo lotto”.

Parapetti “architettonici” di acciaio inox

I parapetti che divideranno la nuova pista ciclopedonale dalla carreggiata stradale garantiranno la sicurezza dell’utenza più “debole” ma anche il rispetto del paesaggio. Il progetto a firma dell’architetto Bodega li ha scelti di acciaio inox con reti flessibili ad alto coefficiente di resistenza. “Verranno montati man mano, lavorando su tratti di 500 metri per volta” ha spiegato l’ingegner Zanframundo.  La completa esecuzione dei lavori è prevista per la fine di novembre. Fino al compimento dell’opera il tratto sarà percorribile a senso unico alternato, regolato da un semaforo.

“La Provincia terrà monitorato il cantiere” ha promesso Polano. Il costo del primo lotto resta di 900mila euro. per quantoriguarda invece l’opera complessiva, il valore dell’appalto andrà riformulato alla luce della ricognizione sullo stato di salute del tunnel.