Grande festa a Carenno in occasione dei 107esimo compleanno della donna più longeva del paese, Chiara Rigamonti. L’Amministrazione e don Angelo Riva, insieme ai pronipoti, hanno organizzato un momento speciale per celebrare una colonna della comunità carenesse.

Spente 107 candeline

“Il mio primo pensiero di questa mattina, appena sveglia, è stato come sempre di mangiare” ha scherzato la signora Chiara Rigamonti, anzi signorina perché non si è mai sposata. Che sia stato proprio questo il segreto della sua longevità? Infatti la signora Chiara oggi, mercoledì 7 agosto 2019, compie ben 107 anni ed è la donna più longeva di Carenno.

Una lunga storia dal lontano 1912

È nata a Carenno il 7 agosto 1912 , da una famiglia di muratori semplice. Aveva cinque fratelli e la festeggiata era l’ultima. L’anno della sua nascita era anche l’anno in cui iniziavano i lavori della costruzione del attuale chiesa parrocchiale e suo papà, da muratore, ha lavorato nella costruzione – raccontano i pronipoti – Il suo modo di essere è sempre stato da persona onestà, riservata e con un forte carattere risoluto. Questo suo modo di essere l’ha mostrato anche nell’ultima guerra mondiale, mantenendo fede alle sue ideologie”. “Da un anno e mezzo è venuta ad abitare da noi – ricordano ancora i pronipoti – per motivi di deambulazione. Nostra zia non sente tanto, ma con le cuffie segue la celebrazione Eucaristica Domenicale ed inoltre segue le discussioni politiche e i film che raccontano storie di Santi, poiché lei era una suora laica francescana ed il suo Santo più onorato era il poverello d’Assisi. Per noi oggi è un giorno di festa, vissuto in sobrietà perché la cosa più importante è che nostra zia arrivi ai 108 anni ed oltre, poiché lei per noi è la nostra vitamina per andare avanti”.

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Grande festa con l’Amministrazione

In occasione del suo 107esimo completo l’Amministrazione di Carenno, guidata dal sindaco Luca Pigazzini, le ha regalato una speciale festa a sorpresa. Presente anche don Angelo Riva che, mensilmente, le porta Santa Comunione e che l’ha definita ufficialmente la madrina della nuova chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Immacolata.

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a cura di Mario Stojanovic