Il cenone di San Silvestro si avvicina. E grazie ai consigli di un esperta residente a Caprino Bergamasco è possibile preparare una tavola capace di comunicare lo spirito natalizio senza però dimenticare le regole del bon ton.

San Silvestro, ecco la tavola perfetta

Miriam Prandi, caprinese, ha frequentato numerosi corsi in importanti agenzie di settore ed è un esperta di questo particolare settore. «La passione mi è stata trasmessa da una mia prozia cheamava cucinare ma anche preparare delle sontuose tavole eleganti, che ogni volta mi lasciavano stupita» ha spiegato la life stylist. «Quest’anno è molto apprezzato l’abbinamento bianco e oro,  a cui si potrà aggiungere qualcosa di rosso, oppure l’accostamento argento e rosso. La tovaglia bianca è il massimo dell’eleganza».  Per abbellire la tavola si potranno quindi usare candele, rigorosamente  prive di profumazione, pigne o piccole decorazioni a tema che valorizzino i piatti proposti dalla padrona di casa. «A seconda delle portate si decide come apparecchiare. Le forchette saranno allineate a sinistra mentre i coltelli a destra – con la lama rivolta verso il piatto – così come il cucchiaio». Due errori frequenti, ma da evitare, sono le posate adagiate sul tovagliolo o quest’ultimo riposto nei bicchieri. «E’ usanza omaggiare gli ospiti con un piccolo dono, magari fatto con le proprie mani, come per esempio dei biscottini decorati, una marmellata fatta con la frutta del nostro orto, una piccola candela o dei piccoli addobbi in feltro».

Regola aurea: non barare…

Per la scelta del menu è importante informarsi sui gusti degli invitati, soprattutto conoscere eventuali intolleranze per evitare situazioni imbarazzanti. «E’ importante non farsi prendere dall’ansia, non proponiamo piatti che non abbiamo mai fatto prima, niente eccessi. Meglio cibi leggeri e digeribili. Inoltre non bariamo: se un piatto proviene da una gastronomia è buona regola dirlo, perché l’ospite potrebbe chiedere la ricetta». Se si ricevono regali, vanno aperti davanti agli ospiti ma non vi è alcun obbligo, in presenza di un omaggio eno-gastronomico, di servirlo in quella occasione.

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Il bon ton dell’invitato

Per gli invitati ci sono piccole attenzioni da osservare. In primis il dovere di confermare la propria presenza e segnalare eventuali intolleranze o abitudini alimentari, oltre al fatto di presentarsi con un pensiero per i padroni di casa che possono essere dei fiori o del cibo casereccio o ricercato. «Conoscere le regole del bon ton e saperle usare fa bene all’autostima, perché aiuta a sentirsi più sicuri di sé e quindi vivere meglio in mezzo agli altri» ha spiegato la professionista che da diversi anni ormai organizza corsi per adulti, ma anche per bambini delle scuole elementari e medie. «Molte maestre si sono stupite dei loro alunni e della curiosità che mostrano durante queste lezioni. Devo dire che sono perlopiù i maschietti ad esserne affascinati».