Discussa giovedì sera in Assise l’interrogazione del gruppo consigliare di minoranza Uniti per Olgiate relativa al banchetto di Casa Pound davanti alla stazione ferroviaria

Casa Pound, un presidio autorizzato

“Potete anche immaginare come la penso individualmente. Basta pensare che uno omosessuale come me l’avrebbero  messo in un forno. Ma, detto questo, questa interrogazione ha raggiunto solo lo scopo di ingigantire la loro posizione. Il banchetto era lecito e l’autorizzazione firmata dal responsabile del servizio che ha anche informato la questura di Lecco”. Ha risposto così il sindaco Giovanni Battista Bernocco giovedì sera durante il consiglio comunale all’interrogazione presentata dal gruppo Uniti per Olgiate. La minoranza guidata da Pino Brambilla ha chiesto ragguagli circa il banchetto allestito sabato 21 ottobre dai militanti di Casa Pound.

Davanti alla stazione

Il presidio, allestito davanti alla stazione ferroviaria, era volto a raccogliere delle firme. “Sono passato di lì quel sabato, tornando dai seggi allestiti per il referendum sull’autonomia lombarda” ha continuato Bernocco. “Il tutto è durato al massimo due ore e non ha prodotto problemi alla sicurezza. Ripeto, a mio giudizio, l’interrogazione ha solo ingigantito la questione”.

Una presenza “pericolosa”

Lesta la risposta del capogruppo Pino Brambilla: “Non metto in dubbio la sua buona fede e concordo con lei che ci troviamo davanti a un movimento omofobo, oltre che xenofobo. Proprio per questo, per ribadire che un gruppo così non deve essere gradito nel nostro Comune, bisognava intervenire sull’autorizzazione. Nelle ultime settimane abbiamo purtroppo assistito a episodi inquietanti, l’ultimo dei quali, seppur non targato Casa Pound, è avvenuto qui vicino, a Como. La nostra Costituzione vieta l’apologia del fascismo. La loro presenza in piazza avrebbe potuto costituire un problema di ordine pubblico. Qualcuno avrebbe potuto organizzare un presidio contro”.

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“Non era una bancarella che vendeva zucchero filato”

Brambilla ha continuato: “Non sono così convinto che l’autorizzazione fosse un atto, di fatto, automatico. E’ prevista infatti una possibilità di diniego visto che non era una bancarella che vendeva zucchero filato”.  Il capogruppo di minoranza ha quindi chiesto: “Alla prossima occasione cosa si farà? Se corre la voce, verrà organizzato un evento contro. Il sindaco dice di non dare peso a queste cose, ma è l’indifferenza che dà spazio a questi rigurgiti di stampo xenofobo”. Lapidaria la conclusione di Bernocco: “Farò quello che la legge mi permette di fare”.