Incontro a Lecco

Casa Alber: un percorso che ha trasformato la vita di 121 ragazzi

La biblioteca civica celebra la storia della comunità fondata da Albertina Negri e Silvio Barbieri

Casa Alber: un percorso che ha trasformato la vita di 121 ragazzi

La biblioteca civica di Lecco ospiterà giovedì 12 marzo 2026 alle 18, nella sala conferenze di Palazzo Paure, la presentazione del volume “Casa Alber. Un’esperienza profetica”, dedicato alla storia di questa pionieristica comunità familiare e dei suoi fondatori, Albertina Negri e Silvio Barbieri.

Un’importante eredità educativa

Casa Alber, fondata a Olginate nel 1961, ha operato come comunità familiare per minori in difficoltà fino al 1986. In venticinque anni di attività, ha accolto 121 ragazzi, offrendo un’esperienza educativa significativa nel panorama dell’accoglienza e della solidarietà del territorio lecchese.

Un incontro di riflessione

L’incontro rappresenta un’opportunità per riflettere su una realtà che ha segnato profondamente la vita di molte persone. Il cardinale Carlo Maria Martini ha definito Casa Alber come “profetica”, riconoscendone la capacità di anticipare modelli educativi e comunitari basati sulla responsabilità condivisa e sull’attenzione verso la persona.

Durante l’evento, la giornalista Barbara Garavaglia condurrà un dialogo con Maurizio Volpi, autore del volume, e con Enrico, Carlo e Paolo Martino, tre ex ragazzi della comunità.

Musica e partecipazione

L’evento, aperto al pubblico fino a esaurimento posti, sarà accompagnato da interventi musicali al mandolino di Gianni Pellegatta.

“Proseguono gli appuntamenti della biblioteca civica Uberto Pozzoli, pensati come occasioni di incontro e dialogo con autori locali e voci di altri contesti”, afferma l’assessora alla Cultura del Comune di Lecco, Simona Piazza. “Questo incontro rappresenta un’opportunità unica per approfondire la storia di Casa Alber, un luogo che ha lasciato un segno profondo nel tessuto sociale lecchese. Non è stata solo una comunità per minori in difficoltà, ma un pilastro per nuovi modelli educativi e comunitari, fondati sull’amore e sulla cura dell’altro. La pubblicazione di Maurizio Volpi è un’importante testimonianza che contribuisce a custodire e trasmettere questa memoria, fatta di umanità e dedizione, che continua a ispirare la nostra comunità.”