“I mezzi pesanti, per lo meno quello sopra le 40 tonnellate devono percorrere il ponte Cantù a Olginate e non quello di Brivio. E’ una questione di sicurezza” . Ne è convinto il consigliere provinciale Stefano Simonetti che oggi, mercoledì 5 dicembre 2018,  ha effettuato un sopralluogo sul ponte tanto discusso dopo che nei giorni scorsi aveva avanzato, in sede di Consiglio  provinciale la richiesta di abbassare da 56 a 40 tonnellate il limite di peso consentito per il transito sul ponte inaugurato nel 1917. Richiesta che però è stata respinta (ancora una volta) per un “veto” della Provincia di Bergamo. Peso o non peso quel che è certo è che questa mattina il leghista ha rilevato e immortalato delle vere e proprie irregolarità, almeno sul fronte delle distanze.

L’ordinanza relativa al Ponte di Brivio

Facciamo un passo indietro. Nel Marzo del 2017 la  Provincia di Lecco aveva disposto l’istituzione del” divieto di transito per veicoli con massa superiore a 56 tonnellate e il distanziamento minimo obbligatorio pari a 50 metri tra veicoli aventi massa a pieno carico superiore a 30 tonnellate “.

“La Provincia di Lecco, d’intesa con la Provincia di Bergamo, ha ritenuto opportuno procedere all’istituzione di queste limitazioni a tutela del patrimonio stradale, per motivi di sicurezza pubblica e di pubblico interesse e per esigenze di carattere tecnico, considerato l’attuale stato di conservazione e manutenzione della struttura, del sedime stradale e dell’opera d’arte nel suo complesso, considerata la presenza del nuovo ponte Cesare Cantù a scavalco del fiume Adda sulla SP 74 tra Calolziocorte e Olginate e alla luce delle prove di carico sul ponte effettuate dal Politecnico di Milano per conto della Provincia di Lecco” aveva fatto sapere lo scorso anno Villa Locatelli.

Distanze bellamente ignorate

“La necessità che i camion osservino questa distanza è facilmente spiegabile” osserva Simonetti. “L’obiettivo è quello di evitare che due mezzi pesanti stiano contemporaneamente sulla campata. Ma è evidente che nessuno si fa scrupoli. Le distanze non vengono rispettate”. Per quanto riguarda il peso il leghista non si sbilancia: “Difficile dire quanto pesino, di sicuro sono fuori sagoma”

Leggi anche:  Le modifiche alla viabilità della prossima settimana in città

La necessità di un intervento

Già ben prima della richiesta avanzata nei Simonetti, ovvero  immediatamente dopo la chiusura del Ponte di Paderno, considerato l’aumento del traffico leggero, ma anche pesante sul ponte di Brivio diversi sindaci avevano chiesto alla Provincia di Lecco di abbassare a 40 tonnellate il peso massimo consentito. Sembrava praticamente cosa fatta, ma il limite in realtà non è mai stato cambiato appunto  per le remore della sponda orobica. “In ogni caso non mi arrendo e verificherà a chi spetta il ruolo di prendere questa decisione ” aggiunge Simonetti. “Se si scoprisse che l’Amministrazione lecchese ha la possibilità di prendere questo provvedimento chiederò che ciò venga fatto indipendentemente dalle remore dei bergamaschi”.

E i problemi non finiscono qui

Un’altra grave criticità rilevata da Simonetti riguarda la svolta selvaggia sulla sponda lecchese: “Ci sono troppe persone che vengono da Bergamo e, dopo aver percorso il ponte svoltano a sinistra in direzione Mandonna del Bosco. Io stesso ieri ho rischiato di fare un frontale. Servono assolutamente controlli serrati, con i vigili e con le telecamere”