Il Cai piange un amico, prima ancora che un socio. Si è spento infatti Enrico Crippa, all’età di 56 anni. Appassionato di montagna era infatti consigliere presso la sottosezione Cai di Cisano Bergamasco. Martedì alle ore 11 ci saranno  i funerali presso l’Abbazia di Pontida.

Il Cai piange un amico

Semplici e profonde le parole del presidente della sottosezione Cai di Cisano Bergamasco Francesco Panza. «Il Cai piange un amico, ancor prima che un socio. Era sempre disponibile nel momento in cui si doveva fare qualcosa. Era il punto di congiunzione tra il gruppo di Cisano e quello di Calolziocorte. Faceva sempre da guida-capo nelle gite sociali e si prendeva cura degli allievi della Scuola Val San Martino. Lo chiamavamo ‘il Gigante Buono’. Era socio Cai da più di 26 anni».

Un ragazzo semplice dal cuore grande

Nato il 30 gennaio del 1961 è sempre stato un bambino e ragazzo tranquillo, solare e discreto. Da sempre amante dello sport, dello stare all’aria aperta. Tuttavia anche sul lavoro, presso l’azienda Bodega SpA di Cisano Bergamasco, si è sempre distinto per la precisione e la disponibilità verso gli altri. Come era nel mondo della montagna quindi lo era nella vita di tutti i giorni. Preciso, disponibile a far gruppo, capace di riunire le persone e affascinarle con la sua profonda sensibilità d’animo.

Il senso per la famiglia

Sesto di undici fratelli Enrico Crippa tuttavia è sempre stato il perno della famiglia. Il padre Giovanni venne a mancare più di 30 anni fa. Tuttavia Enrico ogni anno organizzava in occasione del compleanno del padre un momento di ritrovo con i dieci fratelli. Dieci anni fa è mancata la mamma. Tuttavia i fratelli Crippa, con le rispettive famiglie, han continuato a riunirsi nel giorno di Santo Stefano. «Anche ora che se n’è andato ha trovato il modo di riunirci ancora il giorno di Santo Stefano» commenta il fratello Paolo. Infatti l’ultimo saluto sarà proprio martedì 26 dicembre.

Da sempre la passione per lo sport

Enrico è sempre stato appassionato di sport. Da giovanissimo tuttavia ha lasciato il calcio per problemi alle caviglie. Si è poi cimentato nel ciclismo per poi scoprire quindi il grande amore per la montagna. All’inizio erano le gite della domenica in montagna. Quindi ha proseguito con lo sci di fondo. Ma è con l’arrampicata che ha infatti coronato i suoi sogni. «Nel garage di casa ha infatti allestito una parete per allenarsi nell’arrampicata» racconta il fratello Gianluca, il più giovane dei fratelli insieme alla sorella gemella Barbara.

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I suoi viaggi

«Preciso e sempre disponibile sul lavoro. Quando partiva per i suoi viaggi ne attendevamo poi i racconti. Se volete parlare di Enrico dovete quindi parlare della sua passione per la montagna» dice il collega Davide Poletti, assessore alla Cultura a Caprino Bergamasco. Uno dei suoi viaggi l’ha portato in vetta all’Aconcagua, 6.962 metri. Un altro quindi sul Kilimangiaro. In un altro ancora tuttavia ha attraversato le Isole Svalbard. Ci vorrebbe un libro per narrare la passione di Enrico per la montagna ed i viaggi. Passione che l’ha portato a conoscere l’alpinista bergamasco di fama internazionale Simone Moro. Nel suo cuore un posto speciale è riservato al Gruppo delle Grigne, quel angolo di mondo a cui tornava spesso, dove probabilmente è nato come alpinista.

La malattia, il coraggio

Nel mese di luglio, a seguito di un mal di testa insistente, si sottopone a delle analisi. L’esito purtroppo non lascia molte speranze. Ma lui non si perde d’animo comunque. Si sottopone ad un intervento ed inizia il ciclo di cure. Nei mesi di settembre ed ottobre tuttavia trova ancora la forza e tenacia di prendere il suo bastone ed uscire a fare una camminata di un paio d’ore. Sia ai fratelli che al compagno dice di sentirsi abbastanza bene infatti. «E’ rimasto lucido fino a due giorni fa – raccontano i fratelli Gianluca e Paolo – e diceva “Oggi sto meglio”, non so se per speranza o per proteggere noi dal dolore. Non si è mai lamentato una volta in questi mesi».

Il saluto di Enrico

Enrico era un uomo semplice e concreto, come spesso accade per gli appassionati di montagna. Alcuni forgiano il carattere avvicinandosi alla montagna, Enrico era già altruista di natura. La foto ricordo di Enrico rappresenta la sua essenza. Seduto in vetta soddisfatto del traguardo raggiunto e sorridente, accompagnato tuttavia dalle parole dell’alpinista bergamasco Walter Bonatti. “Chi più lontano sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna”.

Cordoglio della comunità

Il feretro si trova in questi giorni presso la chiesetta di Sant’Anna nel centro storico di Pontida. Molti infatti questa mattina gli amici ed i conoscenti che si sono stretti attorno al compagno Alberto ed ai fratelli. Tra di loro anche l’ex sindaco Pierluigi Vanalli commosso per la prematura scomparsa. I funerali saranno celebrati nell’Abbazia di San Giacomo martedì 26 dicembre alle ore 11, partendo dalla chiesetta di Sant’Anna.