Dopo la visita a Lecco

Butti critica Cucchi: “Visione ideologica del carcere”

Il segretario provinciale della Lega afferma: "La sicurezza è un diritto che si garantisce con strumenti concreti, non con slogan"

Butti critica Cucchi: “Visione ideologica del carcere”
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“Le dichiarazioni della senatrice Ilaria Cucchi, rilasciate dopo la visita alla casa circondariale di Lecco, offrono una visione ideologica e parziale del sistema carcerario e della sicurezza”. Così Daniele Butti, segretario provinciale della Lega, ha commentato l’incontro della senatrice Ilaria Cucchi con i detenuti e il personale della Casa circondariale di Pescarenico, avvenuto il 8 maggio 2026.

Regole chiare e pene certe

“Attribuire il buon funzionamento di una struttura solamente alla ‘comunità locale’ e denunciare un presunto disinteresse dello Stato significa trascurare il lavoro delle istituzioni e delle forze dell’ordine”, ha proseguito Butti.

“Il contributo di volontari e associazioni è fondamentale e merita riconoscimento, ma non può diventare un pretesto per affermare che il sistema funzioni senza regole chiare e pene certe. Sostenere che ‘tutto funzioni perfettamente’ è un messaggio fuorviante per i cittadini. La sicurezza non è solo una percezione, né un semplice slogan elettorale: è un diritto che si deve garantire con azioni concrete, a partire dalla certezza della pena e dall’efficienza della giustizia”.

“Il reinserimento è un tema cruciale”, ha sottolineato Butti, “ma deve andare di pari passo con il principio di responsabilità. Chi commette un reato deve rispondere delle proprie azioni. Solo in questo modo i percorsi di recupero possono risultare credibili ed efficaci. L’idea che il sovraffollamento carcerario possa essere risolto evitando l’introduzione di nuovi reati o svuotando le carceri è una scorciatoia ideologica che non affronta le cause reali del problema. La Lega ribadisce una posizione chiara: servono pene certe, giustizia rapida, strutture adeguate e politiche serie per la sicurezza. Negare o minimizzare i problemi non aiuta i cittadini, ma li espone a maggiori rischi. La sicurezza e la legalità si costruiscono con responsabilità e concretezza, non con slogan o narrazioni”.