Borse lavoro a Monticello Brianza: una collaborazione riuscita fra tre diversi enti per rispondere ai bisogni delle persone in difficoltà economica dando loro un’opportunità di autosostentamento. Che ha permesso a 38 persone di trovare un’occupazione.

Borse lavoro, esempio virtuoso

E’ con soddisfazione che l’Amministrazione e il parroco don Marco Crippa hanno tracciato il bilancio delle Borse Sociali Lavoro, un’iniziativa che va ormai avanti da alcuni anni e che vede protagonisti la parrocchia, il Comune e la Provincia di Lecco. Nell’ultimo bollettino parrocchiale, in particolare, don Marco ha voluto ripercorrere l’evoluzione del progetto e tracciare, esprimendo la sua soddisfazione, un bilancio dei risultati raggiunti fino ad’ora. Le Borse Sociali sono nate ufficialmente oltre sei anni fa grazie all’allora prevosto di Monticello don Gabriele Carena, che ha spinto la parrocchia Sant’Agata a venire incontro ai disagi delle persone meno abbienti con lo scopo di offrire ad un componente di un nucleo familiare la possibilità di svolgere un’attività retribuita (in grado di garantire un reddito minimo).

Un lavoro per 38 persone

A partire dal 2015 tutte le tre parrocchie monticellesi vi hanno preso parte e, negli ultimi anni, è stato siglato un accordo che ha coinvolto anche l’Amministrazione e la Provincia. «Gli intenti sono molteplici: ovviare, in parte, all’urgente bisogno economico; mantenere le capacità lavorative acquisite o eventualmente apprenderne di nuove; inserire il beneficiario in un circuito di orientamento ed essere eventualmente assunti in futuro nell’impresa dove si è svolta l’esperienza lavorativa – ha spiegato don Marco Crippa –  Solo negli ultimi quattro anni, ovvero dalla stipula del primo accordo tra le parrocchie, il Comune e la Provincia di Lecco per attivare a favore dei residenti (o domiciliati) a Monticello lo strumento della borsa sociale lavoro, le risorse messe a disposizione dalle Parrocchie sono quantificabili in 50mila euro che si sono aggiunti a quanto stanziato da Provincia e Comune, permettendo l’attivazione di borse sociali lavoro per 38 persone (di cui 20 si sono concluse con un contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato)».

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Un modello da imitare

Un traguardo particolarmente apprezzato anche dall’assessore ai Servizi Sociali Roberto De Simone, che ha spiegato più dettagliatamente il ruolo del Comune e della provincia in merito: «Le borse si sono rivelate molto efficaci, tanto che gli altri Comuni limitrofi si stanno consultando con noi per poterle attivare anche nei loro paesi. Oltre a raccogliere il denaro è necessario contattare le aziende e proporre un contratto che sia vantaggioso anche per loro. La provincia è capofila in questo ruolo di mediazione per fare in modo che i diritti di lavoratori e imprese vengano rispettati».