“I trasporti su ferro e su gomma, da sempre in equilibrio precario, hanno mostrato sotto le sferzate del maltempo la loro inadeguatezza. Non posso non aderire al grido di allarme lanciato dagli imprenditori e dai comuni pendolari che scontano e pagano di persona ritardi insostenibili”. Anche il sindaco di Lecco Virginio Brivio “scende in campo” per chiedere un impegno corale per migliorare le infrastrutture del territorio Lecchese. Da una parte lo fa aderendo di fatto all’appello lanciato venerdì scorso da Confindustria Lecco Sondrio e dell’altra schierandosi con i viaggiatori dei treni che ogni giorno vivono una odissea quotidiana.

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“Mi spiace dirlo ma trattamento diverso per nord e sud”

” Vale la pena di distinguere tra le infrastrutture di interesse provinciale, regionale e nazionale, dalla viabilità urbana: sul primo versante, anche nella veste di Presidente dei Sindaci Lombardi, abbiamo messo in campo una strategia che va oltre la legittima rivendicazione, per mettere a fuoco opere in fase avanzata di lavoro e altre che premono per trovare procedure e strumenti efficaci e rapidi” sottolinea il sindaco di Lecco nella sua newsletter.” Non mi piace la distinzione acritica e tifosa tra nord e sud, ma è sin troppo ovvio constatare che il pegno pagato alle nostre altitudini è ben diverso da quello di altre zone del paese. Non ci si può trastullare  con la metafora della Lombardia locomotiva dell’Italia e persino dell’Europa, se poi i binari non sono lo strumento alternativo per la mobilità bensì fonte di moccoli nei vari dialetti lombardi”.

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La situazione a Lecco città

E  e ancora. “In città sono davvero molti i chilometri di strada ammodernati in questi anni e quasi sempre gli ingorghi, i blocchi sono legati al traffico e alla viabilità che ci “attraversa”. Basta un tamponamento per scatenare un putiferio e francamente non possiamo trasformarci in una scuola guida per automobilisti e camionisti”.

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Guardare alle priorità

“Io colgo l’invito di chi, Confindustria in prima fila, assai sensibile sulle questioni infrastrutturali sollecitano una ripresa del tavolo tra esponenti politici impegnati nelle istituzioni ai vari livelli e di qualsiasi colore per stilare un’agenda ed un cronoprogramma con le priorità in grado – conclude il primo cittadino lecchese –  non tanto di tamponare l’emergenza, ma di individuare una strategia di interventi che favoriscano i collegamenti da Lecco a Milano, a Bergamo; e nelle tre aree lecchese, sondriese e comasca stanno trovando ragioni comuni per essere più forti ed in grado di promuovere lo sviluppo e la crescita dei tre territori grazie ad un potere contrattuale che, da isolati, mostra sempre più la corda”.