A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico il senatore Paolo Arrigoni della Lega torna a lanciare strali sui vaccini. Sì perchè l’ex sindaco di Calolzio e promotore di una proposta di legge di revisione del decreto Lorenzin, è intervenuto duramente contro Ugo Rossi, presidente della Provincia autonoma di Trento, che ha scritto una lettera a tutti i sindaci del suo territorio.

Arrigoni torna a lanciare strali sui vaccini: “Follia persecutoria”

Una missiva in cui il presidente sottolinea che lunedì torneranno in aula i bimbi delle scuole dell’infanzia. Per questo invita i sindaci a collaborare per fare in modo che venga rispettato l’obbligo vaccinale. In che modo? Anche mandando, davanti gli asili gli agenti della Polizia Locale.

Una lettera che ad Arrigoni, evidentemente, proprio non è piaciuta. “Vaccini e la follia persecutoria: il Presidente della Provincia Autonoma di Trento con un’arroganza inaudita chiede l’impiego della Polizia Locale per impedire l’ingresso dei bambini alla materna non in regola con le vaccinazioni!” scrive il senatore Calolziese su Facebook. ” Quando le Istituzioni ricorrono a queste decisioni autoritarie mentre nel paese le vere emergenze sono trascurate falliscono la loro missione di giusta guida di una comunità e di un popolo!”

Scuola e vaccini: a che punto siamo?

L’emendamento del governo al decreto Lorenzin proroga all’anno scolastico 2019-2020 l’obbligo di presentare i certificati di vaccinazione per l’iscrizione a scuola (da 0 a 6 anni, quindi nidi e materne), lasciando spazio all’autocertificazione nonostante la ministra Giulia Grillo abbia specificato su Facebook che “i bambini dovranno continuare a essere vaccinati e i genitori dovranno ancora presentare le certificazioni”. L’emendamento in questione era inserito  nel cosiddetto  Milleproroghe. Ciò significa deve diventare legge entro il 24 settembre, altrimenti le cose cambierebbero ancora ad anno scolastico iniziato.

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Gli asili

Ad oggi quindi, per quanto riguarda gli asili in caso di mancata vaccinazione, permane il divieto di ingresso per i bambini della scuola dell’infanzia e dei nidi. Ciò sempre in attesa dell’approvazione, anche da parte della Camera (il via libera al Senato è già arrivato) proprio dell’emendamento inserito nel Milleproroghe. La presentazione dell’autocertificazione comunque è sufficiente per ammettere a scuola i bambini e per non avviare la procedura che porta alla sanzione da 100 a 500 euro (prevista quest’ultima anche per le famiglie degli alunni della primaria e secondaria sino a 16 anni. Per tali alunni però non è previsto invece il divieto d’accesso a scuola).

Basta quindi  l’autocertificazione?

Sul fronte autocertificazione negli asili  il Ministro all’Istruzione Marco Bussetti ha comunque dichiarato che “volendo i presidi possono accettarle”.  Possono cioè non è sininimo di devono. Bussetti  però ha ribadito che per le scuole dell’infanzia “attualmente, è ancora in vigore la legge Lorenzin, ragion per cui l’obbligo vaccinale e il divieto di ingresso succitato restano”.