Ancora buche in strada a Calolziocorte. Poche settimane fa avevamo denunciato la “drammatica” situazione della stada in zona Lavello. Ma ad oggi le buche continuano a mietere “vittime”.

Buche in strada

Il grido d’allarme è stato infatti lanciato in rete dove è stata anche pubblicata la foto del malcapitato incappato nella buca. Diversi gli automobilisti che di fatto mettono in guardia chi percorre l’ormai famigerata strada.

I commenti

Tanti i commenti apparsi sul più famoso dei social network.  Eccone ad esempio uno emblematico: “La cosa assurda è che quelle buche erano state chiuse subito dopo le recenti nevicate ( nemmeno un mese fa).È mai possibile che non si riesca a fare un lavoro fatto come si deve? Vogliono risparmiare buttandoci due badili di catrame e il risultato si vede, al primo acquazzone si rifanno i crateri. Ricordiamoci che quella strada dovrebbe assorbire il traffico pesante della zona, se è così conciata adesso mi chiedo come sarà quando (e se) apriranno la tangenzialina. Stiamo finendo nel terzo mondo. Mi spiace moltissimo per le persone che subiscono danni alle proprie auto ma la mia preoccupazione maggiore è per chi di sera passa in moto o in bicicletta e se le ritrova sotto le ruote con il rischio enorme di farsi molto male”.

Come comportarsi in caso di danni?

Ricordiamo quindi quali sono le “armi” che hanno gli automobilisti per tutelarsi.  E’possibile richiedere il risarcimento del danno all’Ente proprietario del tratto di strada in questione. La richiesta però  “presuppone la prova della dinamica del fatto e dell’esistenza di un rapporto di custodia tra l’Ente e la strada. La richiesta va effettuata a mezzo lettera raccomandata entro cinque anni dal fatto”.

Indicazioni per ottenere rimborsi

Nel frattempo il Codacons diffonde una “guida” su come comportarsi nel momento in cui doveste subire un danno a causa del manto stradale:
1 La prova del fatto: quando si cade in una fossa stradale, prima di togliere l’auto dall’avvallamento apertosi sull’asfalto, è opportuno procurarsi, proprio in questa fase, delle prove mediante fotografie scattate con il cellulare o il verbale della polizia municipale o stradale oppure un testimone.

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2 La prova del danno: il momento successivo è la dimostrazione del danno subìto dal mezzo o dalla nostra stessa persona. Se, nel primo caso, la fattura del gommista, del batti lamiera o dell’elettrauto è più che sufficiente a garantire la prova del danno, per chi invece ha riportato contusioni o altre lesioni fisiche solo il certificato di pronto soccorso può dare quel margine di certezza per poter poi rivendicare il risarcimento.

3 L’insidia e l’onere della prova: la prima cosa da sapere è che la responsabilità della pubblica amministrazione si presume, salvo che quest’ultima dimostri che l’evento si è verificato per un caso fortuito, ossia per un fatto imprevedibile e inevitabile. Il caso fortuito, però, potrebbe consistere nel comportamento dello stesso conducente che, andando per esempio veloce con l’auto o, comunque, oltre i limiti stabiliti dal codice o dalle concrete condizioni della strada, abbia agevolato egli stesso il rischio del danno.