Alvin Berisha è tornato in Italia. Alle 7, circa, della mattina di oggi, venerdì 8 novembre, il bambino di Barzago che era stato rapito dalla mamma per arruolarsi nell’Isis in Siria è finalmente rientrato nel nostro Paese.

Alvin Berisha torna a casa

Il bimbo è stato tratto in salvo dal campo profughi siriano (nel territorio sotto il controllo dei curdi) in cui si trovava dopo che la madre Valbona, arruolatasi nello Stato Islamico, era rimasta uccisa in un incidente.

 


 

L’operazione è stata possibile grazie alla mobilitazione scatenata dalla trasmissione di Italia Uno Le Iene, che tramite l’inviato Luigi Pelazza era riuscita a fare incontrare papà Afrim Berisha con il figlioletto proprio nel campo profughi.

Da lì erano partiti numerosi appelli alle autorità governative albanesi (anche da parte della Giunta comunale di Barzago) perché potessero prelevare il piccolo Alvin e trarlo finalmente in salvo. L’operazione è andata a buon fine tra mercoledì e ieri, giovedì, grazie alla Mezzaluna Siriana, che attraverso un cordone umanitario nel quale ha svolto un ruolo chiave anche la Croce Rossa Italiana è riuscita a trasferire il bambino in Libano. Da lì, nella notte, il piccolo di origini albanesi è stato imbarcato su un volo atterrato questa mattina a Roma. E’ la fine di un incubo per Alvin e per la sua famiglia: l’arrivo a Barzago è previsto per il pomeriggio di oggi.

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La gioia del Governatore Fontana

“Bentornato Alvin. Adesso attendiamo che il viaggio termini definitivamente verso casa sua, a Barzago, con l’obiettivo che possa ritrovare la tranquillità e soprattutto la serenità che merita un ragazzino della sua età”. Lo dice il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, commentando l’arrivo all’aeroporto di Fiumicino del piccolo Alvin Berisha. “Regione Lombardia – aggiunge il governatore Fontana – nel ringraziare ancora una volta la task force, e in particolare la Croce Rossa Italiana, che ha riportato in Italia Alvin, conferma tutta la propria disponibilità per ciò che può attenere alle proprie competenze”.