Il mondo urla odio ogni secondo, invece ieri in un piccolo campetto nel borgo di Olate, famoso per alcuni scorci ben raccontati da Manzoni nei Promessi Sposi è andata in scena, in sordina, una partita speciale.

Una partita speciale

Da una parte una squadra di amici, gli Allstarbene, una compagine di ragazzi che ha scelto, volutamente, di disputare solo partite amichevoli, di non partecipare a tornei ufficiali, ma di incontrare, di volta in volta, l’avversario di turno, contattato tra le squadre che invece partecipano, loro si, ai campionati ufficiali del Csi, o della Federazione. Dall’altra parte un’altra squadra speciale, costituita da tanti ragazzi arrivati in Italia, a Lecco, dopo aver superato mille traversie. Li chiamano in tanti modi, rifugiati, stranieri, qualcuno si spinge ben oltre. Sul campo, a costo di dire una cosa ovvia, erano solo ragazzi che avevano voglia di giocare a pallone. Il risultato? Alla fine davvero non conta. Anche se, bisogna dirlo, all’inizio si intuiva un po’ di immaginabile distanza, al termine tante strette di mano e una gran voglia di giocare un’altra partita.