Alcol vietato di notte, Confcommercio torna alla “carica” dopo la proposta di coprifuoco alcolico in città.

Alcol vietato di notte

Non si è ancora spenta l’eco della proposta del questore di Lecco di vietare la vendita di alcolici dopo la 1 di notte a Lecco, in particolare in centro città. Dopo essere subito intervenuta a gennaio per spiegare la propria posizione, Confcommercio Lecco torna sull’argomento. Lo fa  anche alla luce della recente presa di posizione del sindaco di Lecco, Virginio Brivio. “Abbiamo apprezzato l’intervento del sindaco Brivio che ha dedicato una parte significativa della sua ultima newsletter al commercio. Lo ha fatto focalizzando l’attenzione sulla tematica della convivenza civile legata alle realtà che gravitano intorno agli esercizi” spiega il direttore di Confcommercio Lecco, Alberto Riva.

Le problematiche

“Da tempo si sa che i problemi dell’alcol, degli orari, dei decibel, di alcuni episodi sgradevoli avvenuti in centro e anche in periferia sono particolarmente sentiti specialmente dai residenti”. La lista degli interventi di sanitari e forze dell’irdine per giovani e meno giovani che abusano di alcol e creano problemi di ordine pubblico è infatti inquietante. ( Clicca qui per leggere solo gli ulimi episodi )

I punti fermi di Confcommercio

Poi avanza tre osservazioni: “La prima cosa che mi preme ribadire è che esistono già regole ben precise che normano la materia. Come ad esempio la proibizione di vendere alcolici ai minorenni o di somministrare alcol a chi ha già alzato troppo il gomito. La seconda è che occorre fare rispettare le norme, compito questo che spetta ai corpi di polizia, locale e di Stato. E non ultimo l’aspetto educativo-formativo che riguarda tutti i soggetti in campo: i giovani, le famiglie, gli esercenti”.

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Disponibilità al confronto

Riva  ribadisce la disponibilità a sedersi a un tavolo per un confronto costruttivo. “Fermo restando che non è nostro costume intraprendere difese di parte, non abbiamo difficoltà ad aderire ad una politica di collaborazione. Una politica  che ruoti intorno alle istituzioni”. Ma mette anche in guardia. “Guai però se i ruoli si confondessero e si sovrapponessero, nella consapevolezza e convinzione che solo rispettando le competenze si possa garantire quella convivenza civile e pacifica che è nella tradizione della città e del territorio. I bar, o meglio i gestori dei bar, sono attenti e rigorosi- Lo sono infatti ben sapendo che comportamenti sopra le righe possono accadere indipendentemente dalla loro specifica attività e volontà. Valga per tutti l’esempio di chi arriva in piazza già fornito di materia prima (bottiglie di superalcolici, birra, vino) e che sceglie per le sue intemperanze un palcoscenico visibile”.

“E’ necessario valorizzare la libertà d’impresa”

“Il commercio è un segmento fondamentale della vita di una città e di una provincia come le nostre” conlude Riva. “Ciò anche nella prospettiva di quel rilancio turistico. Rilancio del quale sempre si parla ma che non ha ancora trovato interventi conformi e strutturali. Va da sè che in questo quadro valorizzare la libertà d’impresa resta un obiettivo fondamentale e il motore dell’attività. E perciò anche dello sviluppo economico della nostra realtà”.