Il Comune di Airuno lascerà il Parco del Curone. Ad annunciarlo, nella presentazione del documento unico di programmazione, è stato il nuovo sindaco Alessandro Milani, sconfessando il voto unanime che aveva visto proprio i membri dell’attuale Giunta, all’epoca all’opposizione, votare a favore dell’annessione. Una decisione che ha aperto il dibattito… social tra il primo cittadino e il responsabile della Gev (e tra i papabili per la carica di nuovo presidente dell’ente) Giovanni Zardoni.

Airuno taglia i fondi al Plis per uscire dal Parco

Era il febbraio 2018 quando Alessandro Milani, Adriana Rossi e Claudio Rossi, che oggi compongono al Giunta comunale, votavano compatti insieme all’ex maggioranza di Adele Gatti l’annessione del territorio di Airuno al Parco del Curone (Claudio Rossi l’aveva addirittura definita una scelta “lungimirante”…). In campagna elettorale è invece maturato il ripensamento e oggi, in occasione dell’approvazione del Dup, il primo cittadino ha annunciato l’azzeramento dei contributi al Plis del Monte di Brianza, provvedimento propedeutico all’uscita di Airuno dall’ente Parco del Curone, al quale è stato annesso da pochissimi mesi.

Le motivazioni di Milani

Il sindaco Milani, attaccato dall’associazione Monte di Brianza, ha affidato alla sua pagina Facebook la giustificazione di questo provvedimento. “Prima di ogni cosa, ci tengo a ricordare che la scelta da parte della nostra Amministrazione di voler uscire dal Parco è nata partendo dall’ascolto diretto con i cittadini di Airuno e di Aizurro, durante le varie assemblee popolari della trascorsa campagna elettorale. In ​queste elezioni le due liste civiche concorrenti hanno proposto due progetti diametralmente opposti riguardante il PLIS e i cittadini airunesi il 26 maggio hanno democraticamente scelto la nostra proposta che prevede l’uscita dal Parco. Inoltre vorrei chiedere agli amici dell’associazione Monte di Brianza quanti milioni di euro hanno captato dai diversi bandi da loro citati, quanti dai piccoli ai grandi interventi hanno portato a termine e infine chiederei per quale motivo su 13 comuni inizialmente interessati al progetto PLIS perché ne sono rimasti coinvolti solo circa la metà. Noi nel programma elettorale abbiamo previsto l’istituzione dello Sportello Ambiente e Territorio che consiste nel metterci in contatto con professionisti qualificati al fine di recuperare finanziamenti destinati alla tutela del territorio. Invito pertanto gli amici dell’Associazione Monte di Brianza a voler ascoltare e rispettare la voce dei cittadini. Perché verba volant, ma i fatti si fanno con il cuore e con amore per il nostro territorio. Ad Airuno e Aizurro l’amore per i boschi e la collina non manca e non mancherà mai. Noi abbiamo sempre ascoltato le richieste dei cittadini (e questo è uno dei motivi per cui abbiamo vinto le scorse elezioni): non saranno dunque le perplessità di una sola associazione a impedire quanto i nostri cittadini, democraticamente, hanno scelto”.

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La replica di Zardoni

“A titolo personale, mi spiace per la vostra scelta presa senza un minimo di confronto sui temi che vi spaventano. Volevo solo dirti, magari non lo sai, che interi tratti di sentieri boschivi in Airuno sono stati sistemati in questi giorni da decine di volontari grazie al Campo di Lavoro organizzato anche con il contributo del PLIS: giusto per saperlo… Un piccolo esempio…”: questo il post pubblicato sempre su Facebook da Giovanni Zardoni, capo delle Gev e in lizza per diventare nuovo presidente del Parco del Curone (in autunno probabilmente sfiderà l’olgiatese Pino Brambilla, sostenuto principalmente dai sindaci in orbita Pd).