Ad Abbadia in arrivo quattro profughe nelle case comunali. Ad annunciarlo è il sindaco Cristina Bartesaghi. L’Amministrazione comunale infatti ha decsio di ospitare un un appartamento comunale quattro donne che hanno ottenuto il riconoscimento del diritto d’asilo. Sono profughe che in attesa di entrare nel sistema SPRAR, non possono più rimanere nelle strutture gestite dalle cooperative.

Profughe nelle case comunali

“Alcuni cittadini ci chiedono la disponibilità degli appartamenti che in questi mesi sono venuti liberi(due locali + servizi) presso la casa di proprietà comunale del centro anziani in p.zza don Luigi Alippi” spiega il sindaco. “In questo momento l’Amministrazione Comunale è impossibilitata ad emettere bandi di assegnazione poiché Regione Lombardia ha approvato una nuova Legge e un Regolamento con alcune importanti novità che ci riguardano”.

Il nuovo reglamento

Gli alloggi non verranno più assegnati dai singoli Comuni, ma questi dovranno individuare un Ente Capofila (un Comune) che predisporrà il piano e promulgherà il bando a livello d’ambito. “Nel nostro caso ambito di Bellan” sottolina il sindaco. “Il problema che stanno evidenziando i Comuni è che non è possibile continuare a trasmettere compiti e ruoli senza le necessarie risorse!La seconda questione che ci interessa è che questo futuro bando di assegnazione riguarderà l’intero ambito (lago e Valsassina). Pertanto potranno partecipare i cittadini residenti in questi Comuni che, ottenendo un punteggio maggiore, potranno avere l’assegnazione di un nostro alloggio. Naturalmente, non appena verranno aperti i bandi ci impegniamo a darne massima diffusione a tutta la cittadinanza”.

Leggi anche:  Drammatico incidente in Statale 36: feriti due motociclisti, uno è gravissimo. Traffico in tilt FOTO

La soluzune temporanea

“Nell’attesa, abbiamo deciso di accogliere la richiesta della Comunità Montana che gestisce l’accoglienza dei rifugiati ad ospitare in via temporanea quattro donne che hanno ottenuto il riconoscimento del diritto d’asilo ma che, in attesa di entrare nel sistema SPRAR, non possono più rimanere nelle strutture gestite dalle cooperative”. Si tratta quindi di una accoglienza temporanea quindi. “La nostra Amministrazione si impegna nell’accoglienza gratuita (senza corresponsione di canone), mentre al sistema dell’accoglienza a livello provinciale verrà chiesto di contribuire al pagamento delle utenze e al vitto”.

Il coinvolgimento della comunità

“Nei prossimi giorni si avrà modo comunque di coinvolgere anche le Associazioni del territorio per una collaborazione tutta da progettare” conclude Bartesaghi. “Ci è sembrato doveroso compiere questo passo per  dare il nostro contributo. Ciò affinché si lavori tutti insieme per un’accoglienza diffusa, anche in solidarietà con i Comuni del nostro territorio che già da tempo ospitano richiedenti asilo”.