A Laglio raddoppia il costo dell’acqua con la tariffazione unica in provincia di Como. Rifondazione: “Viola il referendum del 2011”.

A Laglio raddoppia il costo dell’acqua

A fare l’annuncio è il sindaco di Laglio Roberto Pozzi: “Nei prossimi giorni verranno recapitate le bollette del servizio idrico agli utenti dell’acquedotto lagliese che serve Laglio e parte di Carate. Viene, anche, fornita acqua al Comune di Brienno che provvede poi, in proprio, alla bollettazione. In allegato alla normale bolletta troverete una lettera accompagnatoria a esplicazione delle nuove tariffe applicate che comportano un sensibile, incremento dei costi”.

E porta alcuni esempi: per una utenza familiare con consumo medio di 75 mc. si passa da un costo di 49 € a 86 €. Per una utenza commerciale (bar, ristorante) con consumo di 755 mc da 553 € a 1219 €; Infine per una seconda casa composta da villa con piscina con un consumo di 1290 mc. si passa da 1012 € a 2463 €.

Il primo cittadino chiarisce: “E’ la Provincia di Como, attraverso l’Ufficio d’Ambito, a determina le tariffe, previo parere della conferenza dei Comuni. Con delibera n. 16 del 17 maggio 2018 venne approvata la proposta di aggiornamento del piano tariffario che trova in questa bollettazione la sua prima applicazione. Giova ricordare che entro e non oltre la fine del corrente anno subentrerà, anche per la bollettazione, il nuovo gestore unico provinciale del servizio idrico: Como Acqua srl“. 

Quindi Roberto Pozzi conclude: “Siamo, forse, abituati a considerare l’acqua un bene infinito di cui disporre con facilità nelle nostre abitazioni, per di più a basso costo.  In passato non era così. Non sto a fare la filippica sui paesi del terzo mondo che soffrono la carenza di questo bene primario, perché ne siamo tutti, ormai, consapevoli. Ma, davvero, l’acqua è un bene prezioso (ed oggi anche caro), che dovremo abituarci a consumare con giudizio”.

L’attacco di Rifondazione Comunista

Una novità che per niente è piaciuta agli esponenti di Rifondazione Comunista Como, Stefano Rognoni e Fabrizio Baggi, che commentano così: “L’annunciato aumento delle tariffe dell’acqua dell’acquedotto lagliese costituisce una palese violazione dell’esito referendario con cui i cittadini italiani ed anche del nostro territorio hanno indicato che l’acqua dovesse restare un bene pubblico e che non dovesse esserci alcuna remunerazione per la fornitura”.

E aggiungono: “L’idea che una tariffazione maggiorata sia un incentivo ad un consumo responsabile è antica, ma assolutamente infondata: vero è che l’acqua non è un bene illimitato, ma alzarne il costo non porterà ad altro che a renderla meno disponibile per le fasce meno abbienti della società. Crediamo sia preciso compito delle istituzioni, presenti nel consiglio di Como Acqua srl che entro fine anno prenderà in carico la gestione dell’acqua sul territorio provinciale, difendere l’esito dei referendum del 2011 ed impedire che si faccia cassa con un bene comune e fondamentale”.

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