Lo spopolamento dei piccoli Comuni italiani è un fenomeno in continua espansione e che riguarda in modo trasversale tutto il Paese, in particolare nelle zone montane o a vocazione agricola. Una tendenza dalle conseguenze, sociali ed economiche, drammatiche: le scuole chiudono, gli uffici postali e quelli bancari vengono dislocati altrove, il trasporto pubblico e i servizi essenziali vengono a mancare. Cosa fare? Tante le strade tentate negli ultimi anni, prima fra tutte quella della fusione e la tassazione ridotta, introdotta nella legge di Bilancio 2019, per chi trasferisce la residenza dall’estero nei paesi del Mezzogiorno. Poi gli incentivi, le case affittate a un euro…sino alla iniziativa presa dalla regione Molise: un vero e proprio reddito di residenza, 700 euro al mese per chi prende la residenza in uno dei 100 Comuni molisani su 136 che hanno meno di duemila abitanti e apre un’attività per almeno cinque anni. Il 16 settembre nel Bollettino della Regione Molise arriverà il bando proposto da Antonio Tedeschi, consigliere della giunta che prevede in totale uno stanziamento di un milione di euro, attingendo a un fondo vincolato del ministero dello Sviluppo che lo ha autorizzato. Per candidarsi al reddito di residenza attiva c’è tempo 60 giorni. Le domande verranno vagliate con attenzione e i nuovi arrivati saranno controllati per evitare che il loro trasferimento in Molise sia davvero attivo.

I numeri del fenomeno spopolamento

Secondo l’ultima rilevazione Anci su dati Istat il dato peggiore si registra a Roio del Sangro, in provincia di Chieti. E a Marcetelli, nel rietino, lo spopolamento ha superato la percentuale dell’81%, con meno di 100 abitanti. Dal 1970 al 2015 ben 115 COmuni in Italia hanno registrato un tasso di spopolamento superiore al 60%.