Per anni, i lavoratori dell’ex Leuci di via XI Febbraio a Lecco hanno svolto le loro mansioni respirando polveri invisibili, ignari del grave pericolo rappresentato dalle fibre di amianto. Queste ultime, infatti, possono annidarsi nei polmoni e rimanervi per decenni, causando patologie letali come asbestosi, tumori polmonari e mesotelioma. La scienza ha acclarato questo rischio e ora, a conferma di quanto sostenuto, sono intervenuti i tribunali.
Giustizia per i lavoratori dell’ex Leuci
Con la recente sentenza, il numero dei lavoratori lecchesi riconosciuti nel loro diritto è salito a 25. Si tratta di uomini e donne che hanno affrontato una lunga battaglia legale per vedere riconosciuti i danni derivanti dall’esposizione a livelli eccessivi di fibre di amianto.
Non solo il Tribunale di Lecco, dove a dicembre si è chiusa l’ultima causa intentata contro l’INPS dall’associazione GAM (Gruppo Aiuto Mesotelioma), presieduta da Cinzia Manzoni, con il supporto dell’avvocato Roberto Molteni e del dottor Edoardo Bai, relativa a 12 lavoratori, ma anche dalla Corte d’Appello di Milano. Recentemente, i giudici milanesi hanno respinto il ricorso presentato dall’INPS riguardo una causa già vinta a Lecco da 6 lavoratori.
Per comprendere l’importanza di queste sentenze, è opportuno ripercorrere la storia di questa lunga battaglia legale. I primi ricorsi risalgono al 2009, quando l’INPS li aveva respinti in sede amministrativa. Nel 2011, il Tribunale di Lecco aveva avviato una causa pilota, anch’essa persa, come il successivo appello davanti alla Corte d’Appello.
La svolta è giunta nel 2017, quando la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei lavoratori, riconoscendo la Legge 257/1992, che prevede una maggiorazione contributiva per chi è stato esposto per almeno dieci anni a fibre di amianto. Questo ha aperto la strada a una nuova ondata di contenziosi, culminati con la prima vittoria nel 2023 e un susseguirsi di successi fino all’ultima sentenza di dicembre.
Il recente pronunciamento dei giudici di Milano conferma ulteriormente i diritti di questi lavoratori, dopo oltre quindici anni di battaglia legale. «L’appello presentato dall’INPS è stato respinto, confermando la sentenza di primo grado del Tribunale di Lecco, che aveva riconosciuto i benefici pensionistici a un gruppo di sei lavoratori», ha dichiarato l’avvocato Molteni il 12 marzo 2026. L’INPS aveva sostenuto che i diritti fossero prescritti, ma questa tesi è stata giudicata infondata dai giudici.

Cinzia Manzoni, presidente del Gruppo Aiuto Mesotelioma, ha espresso la sua soddisfazione: «Siamo contenti di questo ulteriore risultato, che porta un po’ di giustizia agli ex lavoratori della Leuci. Finalmente, arriveranno alcuni risarcimenti economici, anche se non possono compensare il dolore subito». Il Gruppo Aiuto Mesotelioma continua a supportare altri lavoratori e prevede nuove cause in futuro.
«Abbiamo creato un precedente e ora altre persone si sono rivolte a noi», ha aggiunto. «Saremo al loro fianco come sempre e chiediamo sostegno per continuare la nostra opera».
Per DONAZIONI LIBERALI: GRUPPO AIUTO MESOTELIOMA ODV Banca INTESA SAN PAOLO IBAN IT93D0306909606100000140697

