Il dibattito politico sulla riforma della legge sulla caccia, già approvata dal Senato e ora in fase di esame alla Camera dei Deputati, continua a infiammarsi. Ieri, martedì 7 luglio 2026, la deputata Michela Vittoria Brambilla (Noi Moderati), rappresentante di Calolziocorte e presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali e la tutela dell’Ambiente, ha espresso una ferma opposizione durante una conferenza stampa organizzata da importanti associazioni animaliste e ambientaliste.
Posizioni unite contro la riforma
All’incontro hanno preso parte rappresentanti di Enpa, Lipu, Wwf, Animalisti Italiani, Oipa, Lac, Gaia e Green Impact, che hanno manifestato una posizione unitaria contro il provvedimento.
«Gli italiani non vogliono regalare gli animali a 500 mila cacciatori che sparano per divertirsi», ha dichiarato Brambilla, definendo la riforma una “controriforma” che amplierebbe le possibilità di esercitare l’attività venatoria.
Secondo la parlamentare, «la battaglia per la natura e per la biodiversità non ha colore politico, non è di destra o di sinistra, ma è una battaglia di civiltà». Ha inoltre ricordato di aver votato contro l’adozione del testo base proveniente dal Senato, esortando i sostenitori della riforma a riconsiderare le loro posizioni.
«La stragrande maggioranza degli italiani desidera che la caccia sia abolita e non ampliata – ha affermato –. Il testo estende le aree in cui si può cacciare, il periodo dell’anno in cui è consentito farlo e il numero delle specie che possono essere abbattute. È un provvedimento che confligge con le norme europee, con la nostra Costituzione e con la sensibilità di chi ama e rispetta gli animali».
Durante la conferenza, le associazioni presenti hanno espresso solidarietà alla deputata per quelli che hanno definito «gli ignobili attacchi» ricevuti dal mondo venatorio, sottolineando il coraggio di Brambilla nel sostenere pubblicamente la propria posizione.
Ad aprire gli interventi è stata la neoeletta presidente dell’Enpa, Giusy D’Angelo, che ha inquadrato il tema nel più ampio rapporto tra uomo e ambiente: «La morte degli animali è anche la nostra estinzione». Per D’Angelo, oggi la caccia «non ha e non può avere alcuna giustificazione».
Critiche anche da parte del Wwf. Domenico Ajello ha sostenuto che «la Commissione Agricoltura è ostaggio di soggetti che hanno fatto dei favori ai cacciatori la loro ragion d’essere politica», aggiungendo che «la gente non è disposta ad accettare questa imposizione».
Dal fronte della Lipu, Giovanni Albarella ha evidenziato come l’eliminazione del parere vincolante dell’ISPRA rappresenti, a suo giudizio, «la chiave di volta per poter cacciare anche a febbraio e marzo», indicando questo come il vero obiettivo della riforma.
Infine, Raimondo Silveri ha ricordato che la legge 157 sulla tutela della fauna è già stata modificata più volte nel corso degli anni, «sempre a favore dei cacciatori», concludendo con una domanda provocatoria: «Uccidere che sport è?».