Il dibattito si intensifica a Lecco dopo la rimozione dallo stabile del Municipio dello striscione della campagna «R1PUD1A», promossa da Emergency. Questo striscione era stato esposto dalla precedente amministrazione come segno di adesione ai principi dell’articolo 11 della Costituzione.
La posizione di Alleanza Verdi e Sinistra
A sollevare la questione è Alleanza Verdi e Sinistra Lecco, che etichetta l’episodio come «un segnale politico preoccupante». Il movimento sottolinea di non avere informazioni sulle motivazioni della rimozione e afferma di non essere stato informato ufficialmente dai volontari del gruppo locale di Emergency. Se la decisione fosse definitiva, secondo AVS, essa rappresenterebbe «un forte valore simbolico» e indicherebbe una discontinuità rispetto al messaggio di pace sostenuto dalla campagna.
Nel comunicato, firmato da Maria Grazia Caglio, delegata Diritti e Pace di AVS Lecco, è richiamato anche il discorso di insediamento del sindaco Filippo Boscagli, il quale aveva citato Giorgio La Pira, simbolo della diplomazia e della promozione della pace.
Il richiamo all’articolo 11 della Costituzione
AVS ricorda che l’articolo 11 della Costituzione stabilisce che «l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali», un principio fondamentale della Repubblica. Pertanto, l’adesione alla campagna di Emergency era vista come «un messaggio di pace, di rispetto del diritto internazionale e di fedeltà ai valori costituzionali». Il movimento chiede quindi all’Amministrazione comunale di chiarire le ragioni della scelta, ritenuta, se confermata, «in evidente discontinuità con un messaggio di pace universalmente riconosciuto».
La risposta del sindaco Boscagli
Alla critica di AVS risponde il sindaco Filippo Boscagli, che esclude motivazioni di carattere politico. «Lo striscione era in condizioni di forte deterioramento, tanto da essere tenuto insieme con strisce di nastro adesivo, risultando pertanto poco dignitoso per un luogo istituzionale e per il messaggio stesso che intendeva veicolare», spiega il primo cittadino.
Boscagli precisa anche che la decisione rientra in una linea guida più ampia adottata dalla nuova Amministrazione. «L’intenzione di questa Amministrazione è di non utilizzare le facciate dei palazzi istituzionali per esposizioni di alcun tipo, fatta eccezione per periodi estremamente brevi e per comunicazioni ritenute urgenti e di particolare rilevanza. Riteniamo che le quattro bandiere – Lecco, Regione Lombardia, Italia ed Europa – rappresentino al meglio la comunità che siamo chiamati a rappresentare e i valori costituzionali e repubblicani che la ispirano».