Lecco

Lettera aperta al sindaco di Lecco sulla riqualificazione di Piazza Garibaldi

Un appello per la valorizzazione e la tutela del patrimonio storico di Piazza Garibaldi

Lettera aperta al sindaco di Lecco sulla riqualificazione di Piazza Garibaldi

Pubblicata una lettera aperta firmata da Simone Paramatti, Gianfranco Scotti ed Eugenio Guglielmi, in merito al progetto di riqualificazione di Piazza Garibaldi a Lecco.

Richiesta di attenzione al Sindaco

Gentilissimo Sindaco,
Gentili Redazioni,
Gentili referenti degli edifici che circondano la piazza,

Simone Paramatti e gli storici Gianfranco Scotti ed Eugenio Guglielmi si rivolgono al Sindaco e alla comunità, attraverso i media, per contribuire al dibattito sulla prossima riqualificazione. Questo intervento offre un’importante opportunità non solo urbanistica, ma anche storica e culturale. In particolare, si desidera richiamare l’attenzione su un episodio poco noto, riguardante lo spostamento della statua di Giuseppe Garibaldi. Negli anni Sessanta, in seguito a un piano regolatore che prevedeva l’abbattimento del Teatro della Società, il monumento venne arretrato per facilitare un futuro assetto urbano. Grazie all’impegno civico di Giacomo De Santis e alla lungimiranza delle amministrazioni guidate dall’avv. Angelo Bonaiti e dal dr. Alessandro Rusconi, il teatro, progettato da Giuseppe Bovara e inaugurato nel 1844, fu salvato e restaurato sotto la direzione dell’architetto Gianni Rigoli. Tuttavia, la statua non fu riportata nella sua posizione originale. Oggi, l’opera dello scultore Francesco Confalonieri appare visivamente compressa rispetto alla facciata del teatro, risultando poco armonica con il contesto architettonico circostante.

La piazza è delimitata da tre edifici di grande valore: il Teatro del 1844, il Palazzo della Confcommercio (Palazzo Falck) del 1899 e la ex Banca Popolare di Lecco del 1941. Come evidenziato dalla rivista Abitare, l’edificio della banca, modificato in modo aulico da Piero Portaluppi negli anni Cinquanta, richiama la sede della Banca Popolare di Milano. Si distingue per forme classiche, il rivestimento marmoreo con il nome dell’istituto e il disegno degli infissi al pianterreno. L’atrio conserva le finiture di Portaluppi, mentre la testata verso via Cavour presenta una scultura in bronzo di Romano Rui. Lo stesso periodo ha visto la realizzazione del corpo porticato su via Nazario Sauro, progettato dall’ing. arch. Aldo Paramatti, che ospita al pianterreno il salone degli sportelli.

In vista della prevista riqualificazione dell’ex banca in albergo, si auspica che questo progetto rappresenti un simbolo della conservazione del patrimonio architettonico della città. È fondamentale che il progetto valorizzi l’opera di Aldo Paramatti, preservando elementi identitari come i lampadari Caccia Dominioni e la scultura esterna di Romano Rui, affinché l’edificio continui a raccontare la sua storia nella nuova funzione ricettiva. L’obiettivo è che l’albergo possa comunicare memoria e continuità storica, dimostrando che riqualificare non significa cancellare, ma interpretare e custodire. Proponiamo inoltre che la riprogettazione della piazza sia un’opportunità per divulgare la storia dello spostamento della statua e per valutare una collocazione più armonica, che ristabilisca un equilibrio visivo tra monumento, teatro e architetture circostanti.

Una piazza rappresenta il cuore simbolico di una città. Restituirle coerenza, centralità e armonia rafforzerebbe l’identità urbana e segnerebbe un rispetto verso la nostra storia architettonica. Con fiducia e spirito costruttivo, offriamo queste riflessioni come contributo al dibattito pubblico, auspicando che la riqualificazione diventi un esempio virtuoso di dialogo tra passato e futuro.

Simone Paramatti
Gianfranco Scotti
Eugenio Guglielmi
Lecco, febbraio 2026