Grande domenica di festa a Galbiate per il 95° anniversario di fondazione del Gruppo Alpini Monte Barro.

Il compleanno degli Alpini

Dopo l’intenso pomeriggio di sabato, dedicato all’inaugurazione del restaurato Monumento ai Caduti, la mattinata domenicale è stata un tripudio di tricolore e penne nere in parata attraverso il paese. La cerimonia è cominciata con il raduno in piazza Trieste e l’alzabandiera con l’Inno di Mameli nella sede del Parco Marselli. In testa ai cortei il capogruppo Roberto Tentori e le autorità civili e militari, a cominciare dal sindaco Piergiovanni Montanelli, anch’esso alpino, quindi con il cappello d’ordinanza oltre alla fascia di primo cittadino.

La sfilata per le vie di Galbiate

Dal Parco Marselli ha preso inizio la grande sfilata salutata festosamente lungo il tragitto dai galbiatesi.

L’omaggio al Monumento dei Caduti

Il corteo ha fatto tappa al rinnovato Monumento ai Caduti per depositare la corona d’alloro.

La Messa in chiesa parrocchiale

Dal Monumento ai caduti, il corteo si è quindi diretto in chiesa parrocchiale per la Messa celebrata da don Erasmo Rebecchi, anche lui un alpino. La funzione  stata animata dal Coro alpino lecchese  diretto dal maestro  Francesco Bussani. “I morti udranno la voce di Dio e quelli che l’avranno ascoltata vivranno. Questa domenica, il nostro Gruppo Alpini, festeggia i 95 anni di fondazione. Questo significa ripercorrere una storia,  fare memoria della vita e della vitalità di questo gruppo, e soprattutto di tutte le opere di bene che ha seminato nel cuore delle persone, e dei segni tangibili in paese ed ovunque ha operato. Grazie a voi,  anche la vostra è carità Cristiana”.

Il discorso del capogruppo

Al termine della Messa la festa per il 95° degli Alpini Monte Barro si è spostata in Oratorio. Qui si è tenuto il discorso del capogruppo Roberto Tentori.

“Cari amici Alpini e presenti tutti, eccoci a festeggiare i 95 anni di fondazione del nostro gruppo: il Gruppo Alpini Monte Barro. Abbiamo raggiunto un traguardo importante della nostra storia e se ci guardiamo alle spalle possiamo essere orgogliosi di quanto abbiamo realizzato nel tempo. Mi sento di dire che la nostra importanza è data dal fondamentale ruolo che svolgiamo all’interno della nostra comunità e al attaccamento alla tradizione e alla Patria.

La storia dei nostri predecessori è stata scandita da sofferenze e battaglie, da speranze e da vittorie di pace. Lo stesso vale per il nostro gruppo che festeggia i suoi 95 anni di esistenza. Anche noi, come loro, abbiamo agito con un senso fortissimo del dovere e la capacità istintiva di stare accanto alla nostra gente nei momenti di bisogno, garantendo una presenza attiva sul territorio.
Dove siamo presenti, abbiamo sempre dato il massimo, così come ci ha insegnato la nostra “alpinità”, che non è altro che la generosità disinteressata, l’impegno civile gratuito che contraddistingue il nostro corpo. Vorrei infatti ricordare alcune delle iniziative ed impegni che come sempre abbiamo ottemperato: la gestione della nostra baita, punto di ristoro per tutti coloro che frequentano il Parco Monte Barro; la manutenzione dei sentieri degli interventi di pulizie effettuati lungo le sponde dell’Adda.
Senza tralasciare le numerose iniziative promosse dal Comune e dalle altre associazioni locali dove diamo un nostro contributo e alle diverse attività al servizio della comunità.
E qui colgo l’occasione per ringraziare l’Amministrazione comunale nella persona del sindaco Giovanni Montanelli, il presidente del Parco Monte Barro, Federico Bonifacio, ed infine il nostro parroco don Erasmo, per la stima e la collaborazione che rendono possibile il nostro operato.
Sono sicuro che tutto ciò continuerà nel futuro in maniera sempre più sentita e con sempre maggiore partecipazione perché nel corso della storia il nostro Corpo degli Alpini ha saputo adattarsi ai cambiamenti della società italiana, sopravvivendo al momento storico in cui siamo nati. Gli alpini oggi sono più un corpo di pace che di guerra, che con il proprio impegno civile è stato amato ed è tuttora amato da generazioni di italiani per il loro interventi di aiuto. Parliamo di quelle penne nere che capita di vedere ogni volta tra le macerie di un terremoto o in mezzo al fango di un’inondazione. Anche noi, Gruppo Alpini Monte Barro, pensiamo di aver fino ad oggi mantenuto questa politica e per farlo ci siamo aperti ai giovani e volenterosi e nonostante la sospensione della naja, possiamo contare su nuove leve perché essere Alpini è un modo di vivere, non una ritualità vuota e fuori dal tempo. La nostra è un’associazione aperta a tutti, senza alcuna distinzione e con un solo obiettivo: l’attenzione costante disinteressata al bene comune.
Ringrazio quindi gli Amici degli Alpini, sempre presenti e attivi, soprattutto nella conduzione della nostra baita. Confido su di loro per far sì che altri giovani aderiscano all’iniziativa.
Un sentito ringraziamento va al presidente dell’Ana di Lecco, Marco Magni, da parecchi anni nostro punto di riferimento e alla Sezione di Lecco tutta, sempre in sintonia è pronta al confronto.
Un caloroso ringraziamento ai rappresentanti delle Autorità Alpine intervenute, in particolare, Permettetemi di ringraziare il maresciallo capo Vincenzo Fiumara, mio sincero amico dal 2004. Senza la sua esperienza la sua capacità operativa i nostri festeggiamenti non sarebbero sicuramente così rappresentativi. Ringrazio anche il comandante colonnello Gaetano Celeste per avere inviato una sua rappresentanza militare del 2° Reggimento Genio Guastatori di Trento. La vostra presenza ci onora e arricchisce di significato questa cerimonia.

I riconoscimenti

A conclusione non sono mancati alcuni riconoscimenti:  il titolo di “Alpino Vecio” è andato a Giuseppe Agostani, classe 1928, mentre ad Angelo Corti, classe 1930, è stato conferito un riconoscimento particolare per la presenza sempre attiva nel gruppo.
Mario Stojanovic