Accompagna la donna durante la gravidanza aiutandola a comprendere che già possiede tutti gli strumenti per comprendere cosa le accade. La guida nella conoscenza del corpo che cambia e la responsabilizza, aiutandola a scegliere la strada per vivere bene e in salute assecondando i bisogni suoi e del suo bambino, prima e dopo la nascita. Perché in fondo i protagonisti della storia, per ognuno unica e irripetibile, sono solo loro: la donna e il suo bambino. E’ l’ostetrica.

La figura dell’ostetrica

Quella dell’ostetrica è una figura dalle molteplici e complesse competenze e tuttavia ancora poco conosciuta. Per questo le ostetriche dell’ospedale di Merate hanno deciso di aderire alla Giornata internazionale loro dedicata promuovendo per la prima volta sabato scorso un evento rivolto a tutte le gestanti e ai novelli genitori nella nuova sala dei corsi preparto appena inaugurata al quarto piano del Mandic.
«Nella gravidanza e nel parto fisiologico le ostetriche accompagnano e supportano la donna in tutti i cicli della vita – spiega Catia Pozzari, coordinatrice facente funzioni delle ostetriche del Mandic (da ieri, lunedì, l’incarico è stato assegnato a Consuelo Cazzaniga) – Accogliamo il dolore positivo, quello del parto, come quello negativo. Sappiamo infatti che occorre ascolto, tempo e comprensione per aiutare le donne ad elaborare gli eventuali lutti che dovessero succedere, come gli aborti spontanei, le interruzioni di gravidanza, i tagli cesarei e tutti gli avvenimenti che non sono andati come desideravano».

L’importanza dell’accoglienza

In fondo le ostetriche accolgono sempre, sottolinea ancora Catia. «Accogliamo in continuazione. Non solo la mamma e il papà, ma anche la nonna e il nonno, perché quando nasce un bimbo, nascono anche una mamma e un papà ma anche un nonno e una nonna. Tutto cambia e niente è più come prima. Si innesca una rivoluzione, un cambiamento a catena, che va sostenuto e accompagnato».

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Giornata a porte aperte

La giornata di porte aperte organizzata sabato nel reparto diretto dal dottor Gregorio del Boca ha permesso alle ostetriche di illustrare a tutte le donne intervenute i vari servizi offerti dall’unità semplice di Ostetricia. Come per esempio l’ambulatorio della gravidanza fisiologica, che si tiene ogni mercoledì e che viene gestito in tandem. In una relazione one to one, anzi due a due, la donna che non presenta rischi patologici in gravidanza impara ad attivare quelle competenze materne che la nostra cultura ha purtroppo assopito.
«Le donne oggi sono più fragili e insicure rispetto a una volta – spiega infatti Catia – si ritengono incompetenti e inadeguate, in realtà si tratta solo di aiutarle a tornare ad ascoltare la propria parte istintuale, ad avere una maggiore percezione e consapevolezza del proprio corpo e del bambino così da riuscire ad instaurare con lui una relazione che si rivelerà preziosa nella vita futura».

I pancioni colorati e la gioia dell’attesa

Ginnastica energetica dei meridiani, pittura dei pancioni e brunch dietetico sono solo alcune delle attività proposte sabato nella nuova ed accogliente aula preparto, decorata e affrescata a spese delle stesse ostetriche. Sulle pareti accolgono i visitatori quattro trompe-l’œil con altrettanti paesaggi, a simboleggiare le quattro stagioni della vita (l’autore è Paolo Zagni), e sei poesie, o meglio sei Canti dell’attesa, a sottolineare i momenti della gravidanza: la pazienza (l’autunno), il raccoglimento (l’inverno), il canto delle onde in arrivo (la primavera, le contrazioni), dell’attraversamento (il travaglio), della zattera (il parto) e per finire della contemplazione (la nascita, l’estate).